La gioia di vivere

La gioia di vivere

che ti apparteneva,

il tuo viso solare

il tuo buonumore.

Tutto è ben vivo in me

forte il ricordo

del nostro ultimo viaggio.

La primavera in fiore

schiacciata dalle pale

che mulinano vento.

Il mare si prepara

ad una rigogliosa estate.

I trabucchi raccolgono pesce,

io raccolgo l’amore che mi hai donato

e lo serberò per il prossimo incontro.

Caino

L’uomo è Caino,

mai niente lo fermerà,

non la pace,

lui ha sete di giustizia,

non di verità.

Ha fame di gloria,

non di libertà,

non quella degli altri quanto meno.

Lui viene prima di tutto,

aggredisce, calpesta, sottomette.

Esalta le sue virtù,

e dei suoi alleati,

schernisce il nemico,

il diverso, il debole.

Vive in giacca e cravatta

e picchia duro col manganello.

Vive in case dorate,

piene di servi,

non ha abolito la schiavitù:

ne ha cambiato nome e forma.

È l’uomo razzista di sempre

che annerisce le giornate

e non rischiara le notti.

Che sogna ancora

di infilarsi una tunica bianca

per nascondere il viso

e umiliare la povertà.

Che povero uomo sei!

Marinaio

Quale nave nera solca i mari

scintillanti di onde e schiuma,

quali vele ondeggiano

sospingendo i marinai

tra perigli immaginabili.

Cosa li attende

al di là dell’orizzonte

su strette scie d’acqua.

Menti sconvolte

da uragani di pensiero

(di cui si è persa la nitidezza)

visi induriti

dal vento e dal sale,

cotti dal sole.

Il tuo sguardo lontano

scruta l’immensità delle acque

alla ricerca di un lembo terreno

dove posare le proprie membra.

Combatti tutta la vita

contro venti terribili,

onde di dieci metri,

freddo,

ma poi arrivi sull’isola misteriosa

in cui trovi la pace.

Il tuo cuore

Il tuo cuore

è una stanza gelata,

lacrime asciutte

il sole non scioglie.

Il tuo viso di cera

triste e muto

come un mimo,

non traspare emozione.

Dov’è il sorriso

che allietava

il nostro malumore,

dove il tuo respiro?

Le stelle

piangono lacrime

sul nostro

muto amore.

Più non rivedrò

i tuoi occhi

che bucavan

le montagne.

Più non rivedrò.

Occhi

Hai occhi

per vedere

gocce di rugiada?

Vedi il raggio di sole

che le scioglie

liberando la vita

che c’è in loro?

Vedi il vicino

che ti accompagna,

la goccia che bagna

la tua arida mente,

il fiocco di neve

che illumina

le tue opache giornate,

il vento leggero

che cattura i tuoi pensieri,

il fulmine che spezza

l’incanto del cielo

e incute paura nei pavidi,

l’arcobaleno

che riempie di colore

la nostra monotona vita?