Un’altra guerra

Il sangue dei vinti
disonora i vincitori,
quanti orfani
e quante vedove
a piangere
il loro muto dolore.
Donne
inermi e gementi,
inginocchiate a implorare.
Bambini,
pieni di urla strazianti,
con gli occhi vuoti
che riempirebbero un mare.
Vecchi,
ancora a sopportare
un’altra guerra,
le rughe, mute,
davanti a carne della loro carne.
Il sangue dei vincitori
ha lo stesso colore dei vinti
ed è terribile riversarlo nei fiumi
togliendo loro la serenità.
La malvagità non ha confini,
attraversa di corsa
monti e valli
vola veloce in cielo
a stingere l’azzurro.
Tutti i tramonti
sono lì a ricordarlo.

Marco Fantuzzi

4 pensieri riguardo “Un’altra guerra”

  1. Quanta verità può racchiudere una semplice poesia, poche righe per esprimere concetti che, molto spesso, rimangono incompiuti anche dopo un interminabile discorso. Un abbraccio

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    1. Grazie Carla per lo splendido commento, io stesso non l’avevo considerata una poesia, l’avevo archiviata tra i pensieri. Un abbraccio a te e complimenti per il tuo blog, anche se non metto spesso mi piace e tantomeno commenti lo leggo spesso, è lì che dimora il tuo pensiero (un titolo veramente azzeccato).

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