L’ultima stagione

L’ultima stagione della tua vita,

(il nostro ultimo viaggio)

i lillà erano in fiore

le pale battevano su pianure assolate.

Ma quella maledetta notte

il cielo lacrimava

(lacrime sul mio dolore)

un buio gelido mi portò la notizia,

un trillo ripetuto e incessante

(e io non riuscivo ad alzarmi).

Non so se tu mi vedi ancora

(vorrei crederlo)

se guidi i miei passi di povero mortale

(oso sperarlo)

se sorridi,

se piangi,

se maledici,

se ami.

Io non so se vedi

le albe e i tramonti,

se ripensi alla tua amata Puglia,

ai vecchi genitori,

ai figli,

agli amori passati,

al presente,

al futuro

(ma questo appartiene ai vivi).

Salute amico mio,

dovrai aspettarmi a lungo,

io non mollerò,

me l’hai insegnato tu.

Racconto_2

…Le diedi la mia disponibilità, anche se il tempo di cui disponevo non era tanto, lei si accorse dei miei pensieri e li interpretò come freddezza da parte mia, ma ciò non le impedì di continuare a invadere i miei spazi con altre richieste: troppo importante era per lei il mio aiuto, aveva pensato a me come una persona sensibile che l’avrebbe ascoltata.

Da lì iniziò uno scambio di lettere che crebbe d’intensità ad ogni nuovo contatto.

Scoprimmo di avere ricordi in comune, io venivo da ragazzo dalle sue parti a trovare dei parenti di papà.

Cominciammo così a scambiarci pareri e impressioni e a inviarci vicendevolmente racconti e poesie.

L’amicizia crebbe lentamente ma inesorabilmente e un bel giorno mi accorsi che non potevo fare più a meno dei suoi scritti, delle sue parole, controllavo la posta tre volte al giorno, ma a volte passavano parecchi giorni prima di ricevere sue notizie.

Conoscevo i sintomi: mi ero innamorato…

Amo

Amo la vita quando mi conviene

ma ripartir sempre mi sovviene,

l’amor mi coglie in ogni sguardo

amar le femmine senza riguardo.

Adorata donna inchinati a me

umile amore regalerò io a te,

spoglierò i tuoi veli senza pudore

e nell’anima tua conterò le ore.

O mia regina, con consumato ardore

disperderò nel tempo tutte le mie ore,

accarezzando l’ovale del tuo viso

ammaliato ormai dal tuo splendido sorriso.

Sei serena e te ne porti vanto

quando sciogli la voce tua in un canto,

io sperduto Ulisse in questo mare

bramo l’anima tua nel ritornare.

Compleanno (di un’amica)

Dove sei angelo mio,

non certo in paradiso,

lungo è ancora il tuo cammino,

ma io non sono al tuo fianco.

Io che mi accontenterei

di calpestare i tuoi passi

(senza raggiungerti mai)

estasiato dal candore che emani

assillato da mille e mille pensieri.

Luce e ancora luce emana il tuo viso

dove il tempo ha scavato i suoi anni

tra i grovigli ansiosi di una lunga vita.

Ma il sorriso ti dona

una giovinezza sconosciuta,

i tuoi sensi mi inebriano

la tua pelle profuma.

Gli anni non sono passati invano

ma io dovrò sempre rincorrerli

per un briciolo di felicità.

Marco Fantuzzi

Una vecchia panchina

Una vecchia panchina

nel tuo volto di bambina,

il sole che scalda il tuo viso

e negli occhi riluce un sorriso.

Nell’aria profumo di fiori

e nei capelli il colore degli ori,

di giallo brillante vestita

e addosso una felicità cucita.

Per le strade profumo di pane

nelle osterie la vita che rimane,

visi allegri di gioventù

urla e grida si perdono lassù.

Rintocchi di campane a festa

è la Pasqua nella mia testa,

il tuo profumo soave mi ridesta

e dentro me scoppia la tempesta.

Marco Fantuzzi

Primavera

Io sono qui

tu ci sei

sorridente ragazza?

La primavera sta rifiorendo

e tu rinasci.

Hai messo il vestito della festa

un fiore tra i capelli,

una collana di perle

sul tuo bruno incarnato.

Quale uomo potrà gioire

delle tue fattezze,

chi si innamorerà

del tuo sorriso?

Apri il tuo cuore

e dimentica il dolore,

siamo fatti per amare

siamo fatti per l’amore.

Non naufragare nel dolore

vivi il piacere di questi giorni,

ama te stessa

ama l’amore

amalo con tutto il cuore.

Ricercatori di felicità

Dare la giusta piega alla propria vita non è certamente facile, non esiste niente di facile da realizzare, anzi è più vero il contrario, troppo spesso siamo convinti per il solo fatto di essere vivi, di sapere automaticamente tutto quello che ci serve. E invece c’è molto di più, e lo dobbiamo cercare quotidianamente, dobbiamo essere degli umili ricercatori di felicità. Questo è un concetto facile da capire, ma difficile da applicare. Non ci sono libri o manuali su cosa fare in ogni momento della propria vita. La vita può prendere una piega diversa in ogni momento, ma bisogna essere pronti mentalmente per poter recepire i segnali che ci arrivano, perché non sempre sono evidenti. Di sicuro un atteggiamento ottimista aiuta molto a far lavorare la mente nel modo giusto, pensare positivo e propositivo questo è importante per cogliere il cambiamento e dare la svolta che magari abbiamo sempre desiderato. Ma bisogna andare incontro alla vita non sperare solamente, esiste veramente qualcosa, chiamatela legge d’attrazione se vi piace, o in qualsiasi altro modo se non vi piace, sta a noi fare funzionare in modo creativo i nostri sogni.

Marco Fantuzzi

Racconto_1

La prima volta che la vidi fu alla presentazione di un libro, presso la biblioteca cittadina, e rimasi colpito, anche se non affascinato, soprattutto dalla leggerezza del suo passo e dal suo modo riservato di porsi agli altri.
Ci rivedemmo parecchi mesi dopo a un corso di letteratura dove ebbi modo di conoscerla, anche se un po’ superficialmente.
Eravamo distanti, io ascoltavo i suoi scritti, lei ascoltava i miei, ma non avemmo occasione di scambiarci che poche parole, soprattutto all’uscita.
Il corso terminò e io non partecipai alla serate conclusive, con sommo dispiacere di molte amiche, ma avevo deciso di non leggere i miei testi in pubblico.
Se ci ripenso adesso credo sia stato un errore ma così è la vita: piena di errori a cui non sempre puoi rimediare.
Lei scomparve dalla mia vita così come v’era entrata, improvvisamente.
Ma un giorno trovai una e-mail in cui mi chiedeva, molto gentilmente di aiutarla nella stesura e correzione di alcuni testi, solleticando il mio professionale aiuto…

 

Marco Fantuzzi

Cuore e ardore

Dell’uomo l’ardore
della donna il cuore,
congiungersi potran mai
in un atto sublime, giammai!
Solo tu nei miei pensieri
a soddisfare i miei desideri,
il mio cuore liquefatto
è diventato un’artefatto.
La mia vita ti appartiene
solo questo mi sovviene,
lunghi giorni a soffrire
nel desiderio di morire.
La mia vita al tuo fianco
di questo non sarei mai stanco,
ma il tuo cuore è volato in cielo
e sull’amore si è disteso un velo.

 

Marco Fantuzzi