Hannah Arendt

Oggi è il 108° anniversario della nascita di Hannah Arendt.

Ho avuto modo negli ultimi tempi di leggere i suoi pensieri, in passato avevo letto “La banalità del male”.

Se leggo in internet trovo un passo molto importante che descrive il suo lavoro:

Arendt difese il concetto di «pluralismo» in ambito politico. Grazie al pluralismo, il potenziale per la libertà politica e l’uguaglianza tra le persone si sviluppano. Importante è la prospettiva di inclusione dell’altro, ovvero di ciò che ci è estraneo. Politicamente, le convenzioni e le leggi dovrebbero funzionare per modalità pratiche e livelli appropriati, quindi tra persone ben disposte. Come risultato dei suoi assunti, Arendt si trovò contro la democrazia rappresentativa, che criticò fortemente, preferendole un sistema basato sui consigli o forme di democrazia diretta”.

Coincidono molto bene con quella che secondo me è la migliore democrazia possibile, quella in cui i cittadini partecipano attivamente, fin da giovani, nelle scelte politiche e in cui le persone elette rispondono davvero solo ai loro elettori. Voglio finire con parole sue che ho estrapolato dalle sue letture:

La politica è l’idea di cittadini che insieme agiscono e discutono in uno spazio pubblico, secondo le forme e i modi garantiti dal governo e dalle leggi”.

Già allora si sentiva quindi la necessità di un una nazione che rispondesse in modo diretto alle sollecitazioni e ai bisogni dei propri cittadini.

Fantuzzi Marco