Un lento discorrere

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Un lento discorrere

La fotografia è di due anni fa, quasi esatti, e ritrae il piccolo parco di Via Corti, a Scandiano, in cui i miei figli hanno mosso i primi passi. L’originale è a colori ma non soddisfaceva il mio desiderio di isolare due persone che lentamente discorrevano. Un bianco nero malinconico, ma non triste, un momento di relax, in un estate che stava finendo.

Marco Fantuzzi

Desiderio

Cominciò così l’affanno mio

di lusingar le ore sul tuo viso

ossessione, questo è il desiderio mio

di perder le mie mani in un sorriso.

Vile è il mio timore di cercarti

una vera sciagura è il mio cuore

perché altro non chiede che parlarti

ma di lui solo è il dolore dell’amore.

Il buio protegger può il mio ritardo

e solo ti immagino per adorarti

e mi strega dei tuoi occhi lo sguardo

perché non mi dice che dovrei amarti.

Marco Fantuzzi

Una folle corsa

Una folle corsa nella nebbia, due occhi spalancati a fissare il muro davanti a me, sorpasso un lungo camion, ma ecco due luci di fronte che mi cercano.

Accidenti a me, freno a metà sorpasso per tornare indietro, dietro non c’è nessuno, ma il tempo per guardare non l’ho avuto, che culo. Caspita!

La vita è proprio un attimo, un secondo di più e di me solo briciole sarebbero rimaste, poi penso alla macchina che avevo di fronte, magari il guidatore se ne tornava a casa stanco dopo una notte di lavoro, e mi sta maledicendo come un pazzo, anche di lui sarebbe rimasto poco dopo un frontale.

Per fortuna ero sobrio altrimenti magari avrei accelerato per finire il sorpasso, e ora non sarei più qui a svegliarmi il mattino dopo.

Ma quando salgo in macchina c’è solo la fretta di arrivare, beata gioventù, giovanile incoscienza, sempre l’acceleratore a fondo, sempre di corsa a bruciare il tempo, che non basta mai.

Sempre con il timore di non riuscire a cogliere l’attimo che fugge via.

Marco Fantuzzi