Sul limitar del bosco

Sul limitar del bosco

udii un debole lamento,

quale timbro fosco

ravveder in questo tormento?

Il vagito di un neonato,

il pianto di un infante,

di un uomo l’urlo strozzato

o di una fata ignorante?

Niente di tutto questo,

una giovin donna

urlava un dolore manifesto,

era un pianto di madonna.

Un arciere suo compagno

giaceva a terra riverso

all’ombra di un castagno

in un terror di liquidi cosperso.

L’imbrunire giungeva a lunghi passi

e l’odor del sangue fresco

attirava le fiere giù dai massi

come in un passato dantesco.

Scesi da cavallo di gran lena

delle mie forze convinto

e sbranato fui come una falena

misero uomo dalle forze vinto.

Marco Fantuzzi

10 pensieri riguardo “Sul limitar del bosco”

I commenti sono chiusi.