17 aprile 1985

Dove sei, non ti ho dimenticato,

di fianco a mamma ora riposi,

vorrei crederti non più adirato

con me, io e lei fummo sposi.

Dolorosi i giorni dell’addio,

la mia mente distolta dai preparativi

sciagurato non mi accorsi, oddio,

che stavi morendo tra mille tentativi.

Di prolungare la tua infelice vita,

la tua lunga fatica fuori casa

iniziata ragazzino, quasi una gita,

ma presto ti accorgesti di una vita inevasa.

22 pensieri riguardo “17 aprile 1985”

  1. i ricordi frantumano i vetri in cui chiudiamo la nostra memoria, e i frantumi feriscono e quanto male fanno ancora le assenze!
    Una poesia che esprime un delicato e profondo sentimento, espresso con purezza.
    Caro Marco meriti un grosso abbraccio!
    Francesco

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  2. Ti lascio il mio abbraccio,Marco….conosco bene questi sentimenti che tu hai espresso così delicatamente in questi versi e comprendo chi ci sono assenze che molte volte ci abitano nel cuore più delle presenze tangibili e reali…un sorriso:-)

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      1. So che ne avevi quattro, e forse li avevo già intravisti sul tuo profilo FB, ma mi riferivo in particolare a un articolo pubblicato qui, penso fosse la figlia più grande. Un abbraccio.

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  3. E’ molto difficile commentare accorati versi come i tuoi,sono dolori e ricordi che ciascuno vive a suo modo con tante sfumature che altri non potranno cogliere. Un’abbraccio.
    Daniela

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