La religione è l’oppio dei popoli

 

Non ricordo chi lo disse, ma c’è del vero in questa frase, le persone hanno bisogno di evadere dalla realtà della loro vita, soprattutto quando non c’è una risposta alle loro domande.

La fede risponde in pieno a questa necessità, ma a volte questa fede si trasforma in un integralismo spesso deleterio per la persona stessa, e non mi riferisco evidentemente solo ai “terroristi” che in nome della religione commettono crimini efferati.

Penso che la religione dovrebbe fare da collante fra le diverse culture, invece non fa che frammentare la possibilità di un dialogo, io umile non credente, o miscredente, se così vi pare, non riesco a pensare e ad accettare una pletora di religioni, ognuno con il proprio Dio.

Capisco che uomini e popoli abbiano culture ed esigenze diverse, ma non vorrei assimilare la religione alla politica, lascio ad altri questo ingrato compito, però mi domando: questo nostro mondo è stato quindi creato da un solo Dio, e semplicemente ogni religione gli dà un nome diverso?

Domanda semplicistica, io non so rispondere, ma mi sembra faticoso e iniquo pensare che possano esistere numerosi dei, come nell’antichità così ben descritta da greci e latini, per rimanere vicini a casa.

Forse il mondo come lo conosciamo è nato e si gestisce grazie a loro, o più semplicemente loro ascoltano i nostri pensieri e li indirizzano a loro piacimento, perché questo mi sovviene di pensare: siamo marionette senza nessun controllo sulla nostra vita.

E non conosciamo il burattinaio, uno o tanti, che tirano i fili della nostra anima fintanto che si spezza, a volte, e allora il nostro misero corpo si affloscia privato dell’afflato divino e torna in circolo grazie a ciò che di più minuscolo esiste: microbi e batteri.

Marco Fantuzzi

26/01/2015

Orlando Innamorato

Orlando Innamorato - Cortile Rocca di Scandiano
Orlando Innamorato – Cortile Rocca di Scandiano

Oh banderuola

Che troneggi sulla torre antica

Quanti folli cavalieri

Han combattuto fuori alle mura.

 

Quando lo splendido prato

Era un profondo fossato

E la tua solidità una certezza.

 

E Orlando amava

E la sua spada sguainata

Era certa e salda.

 

Ora certezze non vi son più

E i muri derisi

Piangono sul loro amore.

 

Marco Fantuzzi

La chanson de Prévert (Serge Gainsbourg)

Una bella poesia in francese!

Il Canto delle Muse

La chanson de Prévert (Serge Gainsbourg)

Oh je voudrais tant que tu te souviennes
cette chanson était la tienne
c’était ta péférée je crois
qu’elle est de prévert et kosma
et chaque fois les feuilles mortes
te rappellent à mon souvenir
jour après jour les amours mortes
n’en finissent pas de mourir.

Avec d’autres bien sûr je m’abandonne
mais leur chanson est monotone
et peu à peu je m’indiffère
à cela il n’est rien à faire
car chaque fois les feuilles mortes
te rappellent à mon souvenir
jour apès jour les amours mortes
n’en finissent pas de mourir.

Peut-on jamais savoir par où commence
et quand finit l’indifférence
passe l’automne vienne l’hiver
et que la chanson de prévert
cette chanson les feuilles mortes
s’efface de mon souvenir
et ce jour-là mes amours mortes
en auront fini de mourir.

View original post

Agli amici follower

Un anno fa ho pubblicato questa poesia, che volevo spedire per una selezione, ma non mi convince il titolo e non riesco a trovarne uno adatto. Mi potete aiutare?

Sospeso

 

Ponti sospesi

sul nostro amore

a mezz’aria

come tralci di vite

a colorarsi

nella luce del tramonto.

 

Marco Fantuzzi

Erodoto

 

Il primo giornalista e storico di cui si ha traccia. Esposizione, racconto dei fatti, indagine personale di natura storica, e non c’è nessuna morale esibita, chi legge può trarla per confermare o no le proprie conoscenze.

Compito del giornalista è fissare gli avvenimenti con una testimonianza scritta, egli non deve giudicare, non è compito suo: questo fa Erodoto, mentre nella modernità questo giudizio morale sembra prevalere.

Fatti degni di memoria, da qualunque parte provengano, devono essere riportati, e invece oggidì ci sono scelte politiche di giornalisti, e soprattutto di editori, perché ognuno propugna la propria verità come quella corretta.

Invece le cause vanno analizzate nel modo più lucido possibile, ma anche qui siamo vittime di pregiudizi, perché a seconda l’osservatore abbiamo visioni discordanti, bisogna avere di nuovo il coraggio di chiamare le cose con il loro nome.

Erodoto è il padre della storia, lo storico per eccellenza, ma cinquanta anni prima Ecateo di Mileto scrisse probabilmente la più antica opera storica dei Greci, ma di essa sono rimasti pochi frammenti.

Per chi volesse approfondire ci sono i libri che Erodoto scrisse, ma per iniziare io consiglio “In viaggio con Erodoto” di Ryszard Kapuściński.

Buona lettura!

 

Marco Fantuzzi

14-08-2015

Giovinezza

 

Odoro i tigli

Della mia giovinezza

Quando ogni giorno

Aveva il sapore di un’avventura.

 

Quando il mattino

Mi svegliava lieto

E i sogni scaldavano

Le lunghe notti.

 

La luce mi portava

Il canto dell’usignolo

E la quercia lasciava i suoi frutti

Per l’affamata ghiandaia.

 

E la vita aveva il tuo volto

Che mai più scorderò!

 

Marco Fantuzzi

09-03-2015