Ivo Andrić – Il ponte sulla Drina

… la famelica bestia che vive nell’uomo, e che non può manifestarsi finché non vengono rimossi gli ostacoli dei buoni costumi e delle leggi, ormai è scatenata. Il segnale è stato dato, gli ostacoli sono rimossi. Come spesso accade nella storia umana, vengono tacitamente ammesse violenze e ruberie, poi anche uccisioni, con la scusa che tutto si compie in nome dei supremi interessi, sotto parole d’ordine sperimentate, contro un numero limitato di persone, di cui si conoscono bene i nomi e le opinioni. Se in quel tempo vivevano uomini dall’animo puro e dagli occhi aperti, essi poterono assistere a un portento, e vedere come tutta una società si trasformasse nel giro di un solo giorno …

(traduzione di Bruno Meriggi)

6 pensieri riguardo “Ivo Andrić – Il ponte sulla Drina”

  1. Trovo geniale come hai scelto le frasi iniziale (precedente alla prima virgola del pensiero) e finale (dopo l’ultima virgola): perché bastano a se stesse, dicono da sole molte cose e racchiudono come una cornice tutto in testo centrale; questa citazione così messa vale quanto la foto artistica di un professionista realizzata per una star del cinema con l’intento di “bucare lo schermo”.

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      1. Tornate alle vostre superbe ruine, All’opere imbelli dell’arse officine (Manzoni).
        Non mi veniva una citazione migliore.
        Però non è che sia troppo contento della mia confusione, la lascio volentieri ai geni la cui follia è un sano o insano vivere.

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      2. Le citazioni ahimè sono contagiose. La seguente non è per avvilire semmai per condividere e consolare: “So di che poco canape si allaccia/un’anima gentil quand’ella è sola/e non è chi per lei difesa faccia” (V. Alfieri)

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