L’albero della dimenticanza

Mai più seppelliremo i nostri morti insieme alla nostra coscienza.

Mai più l’uomo dovrà dimenticare i suoi martiri.

Mai più costruiremo una civiltà di oppressi e offesi.

Mai più uomini contro uomini in spregio della vita.

Bruciate i vostri fantocci, i vostri idoli.

Non c’è spazio per la felicità, finché non seppelliremo il dolore.

Non c’è spazio per la speranza, se non condividendola con altri.

Non c’è spazio per un uomo che domina un altro uomo.

Non c’è spazio per l’omologazione, solo la diversità ci salverà.

Bruciate i vostri egoismi, bruciate il vostro io.

O l’albero della dimenticanza crescerà sempre più forte.

 

Marco Fantuzzi

9 pensieri riguardo “L’albero della dimenticanza”

  1. Quanto sono belle queste tue parole Marco.
    Un appello gentile ma forte.
    L’albero della dimenticanza ha sempre radici, basta guardare al passato e lo vediamo riaffiorare oggi…dobbiamo sempre avere il coraggio di potarlo quell’albero, giacchè le radici secondo me non moriranno mai.

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    1. Grazie Fulvia, purtroppo sono solo parole al vento, l’uomo ha dimostrato di non voler cambiare, ha dimostrato di non volersi fermare dinnanzi ad atrocità inenarrabili. Io non sono credente, ma di fronte a stermini di massa perpetrati in ogni epoca mi domando: ma dov’era Dio? dobbiamo sempre cavarcela da soli? ma noi qui cosa ci stiamo a fare, qual è il nostro scopo nella vita? siamo solo frutto di casualità o c’è un progetto? e mi fermo qui, perchè potrei scrivere per intere ore (di cose più grandi di me), comunque credo che ci siano troppe persone che non riflettono abbastanza!

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      1. Grazie dei tuoi bei complimenti, per un po’ ho creduto di non essere più nelle tue grazie, ma se le cose stanno così può voler dire che sei occupato, spero comunque che si tratti di buone nuove, come ti auguro. A presto fede

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      2. Ciao Fede, mi dispiace di averti dato l’impressione di trascurarti, anzi per farmi perdonare potrei tingermi gli occhi di verde, è possibile secondo te?
        La verità è che ho ricominciato a lavorare e non ho più tempo nemmeno per me, ma lentamente ricomincerò a ritagliarmi dei piccoli spazi. A presto, Marco.

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