Tu sei ancora qui

Tu sei ancora qui

a lottare, se vuoi

a sorridere, se puoi

a vivere, se mai.

 

Il silenzio è una casa vuota,

un ronzio mi attraversa,

a stento un miagolio.

 

Nel gelo della notte scrivere costa fatica

mani scricchiolanti, lente e pesanti,

annodano pensieri.

 

La casa è fredda di tremori

mi serve caldo e riposo,

ma un letto vuoto attende invano.

 

Marco Fantuzzi

22-09-2016

6 pensieri riguardo “Tu sei ancora qui”

    1. La malinconia affascina sempre, anche se spesso fa star male, ma è così o ti lasci avviluppare oppure non ne sei affetto. Ciao Fulvia, grazie dei tuoi commenti e dei continui passaggi. Grazie di esserti iscritta, dovrei farlo più spesso anch’io, ma in un giorno di profonda malinconia mi sono disiscritto da tutti, forse lentamente ricomincerò ma come Baudelaire, pace all’anima sua, sono affetto da spleen. Che posso fare?

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      1. L’importante è vivere il proprio io come si desidera, le forzature fanno più male della malinconia.
        Ne sono affetta fin dalla nascita, ho lottato per conviverci, ora siamo ottime amiche, da lei prendo il velo dolce della vita, da me lei prende l’allegria e l’ottimismo.
        Un mix decisamente strano…ma si può fare. (per non morire)

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      2. “L’importante è vivere il proprio io come si desidera” credo di non esserci mai riuscito, son affetto da sempre, per quel che mi ricordo, dal “mal di vivere” che in certi momenti mi ha fatto davvero male, non sono mai riuscito a conviverci, ho sempre cercato di combatterlo, ho preso allegria e ottimismo da chi lo possedeva, e quasi sempre ho perso. E anche ora questa mia instabilità è tutta nelle parole che scrivo, e che tu apprezzi, Grazie!

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