C’è il frusciare del vento

C’è il frusciare del vento che agita i miei pensieri
Nell’immobilità, nel tempo del mio lungo viaggio.
Cammino tra lampioni accesi con passo sicuro,
Agito la mente nelle profondità cavernose
Di questo simulacro che è il mio cuore.
Lontano, aerei volano leggeri appoggiati nel nulla.

Marco Fantuzzi

È un sorriso

È un sorriso a denti bianchi

È uno sguardo di piacere

È un accavallar di sguardi

E di argentine voci.

Sono neri i tuoi capelli

Come un corvo addormentato

Sono gambe scriteriate

Di desideroso amore.

E vuoi toglierti i vestiti

E guardare la tua luce

Che risplende nella sera

Nel tuo smisurato ardore.

 

Marco Fantuzzi

 

Un altro amore

E per me nulla rimase,

solo occhi pesanti e velati,

 

la brillantezza di una risata

la certezza del mio tempo.

 

Dove sei Amore?

 

Ti persi nel correre degli anni

mentre la vita frenava,

 

non importa se pagherò il prezzo

più alto di umana consolazione,

 

voglio andarmene con un Amore accanto

a blandire i miei ultimi respiri.

 

Marco Fantuzzi

Sono gli anni che corrono veloci

Sono gli anni che corrono veloci

Sono gli sguardi di allora

Su cui soffermo la mia voce.

E qui, sulla panchina, sei arrivata tu,

con lo sguardo perso,

e ti soffermi sullo scorrere del film.

Ti acconci i capelli, presto qualcuno li sfiorerà,

poi un trillo ti scuote e senti fremere la pelle,

lui ti vedrà e scalderà il colorito tuo di baci.

 

Marco Fantuzzi

 

Consolanti le tue labbra

Consolanti, le tue labbra carminio,

Illuminano il buio della notte,

Come un fuoco mai domo.

E il pallore del tuo viso,

Chiaro come una luna di cristallo,

Si frange nell’oscena nudità.

 

Marco Fantuzzi

 

Il vento del deserto

Il vento del deserto soffia su questo mare al tramonto,
Domenico non l’ha mai visto il mare,
non si è mai tuffato tra limpidi cristalli spumeggianti.
Lui ama il sole e gli ulivi e i capelli neri della sua donna,
coltiva una terra arida che sparge sudori sulla pelle riarsa dal sole.
Ma oggi è un giorno di festa, la famiglia crescerà
e lui vivrà nel futuro, per sempre,
guardando il presente negli occhi del passato.

Marco Fantuzzi

Natale

Un Natale di nebbia

come un grigio autunno,

folate di vento gelido

su scheletrite campagne.

Miseri alberi

senza colore né luce,

nella quiete attesa

del risveglio.

Non arriva la neve

a colorare

le fredde giornate di sole.

Canti felici

pervadono a tratti l’aria,

sporcata

dal fumo dei camini

dalle scie argentee

dei nostri pensieri

che volano leggeri.

 

Marco Fantuzzi

Borghesia

Grazie Primula! Ricordo ancora un suo concerto a Reggio Emilia con l’Assemblea musicale teatrale a far da spalla. Altri tempi, di beata gioventù.

Ma Bohème

H. Daumier, Les bons bourgeois, 1846 H. Daumier, Les bons bourgeois, 1846

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
Non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.

Sei contenta se un ladro muore o se si arresta una puttana
se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana.
Sei soddisfatta dei danni altrui, ti tieni stretta i denari tuoi
assillata dal gran tormento che un giorno se li riprenda il vento.
E la domenica, vestita a festa, con i capi famiglia in testa
ti raduni nelle tue chiese in ogni città, in ogni paese,
presti ascolto all’omelia rinunciando all’osteria
così grigia così per bene, ti porti a spasso le tue catene.

Godi quando gli anormali son trattati da criminali
chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e gli intellettuali.
Ami ordine e disciplina, adori la tua Polizia
tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare.
Sai rubare con discrezione, meschinità…

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E domani

E domani

Chi scalderà il mio mattino

Chi attraverserà il mio destino

Chi accompagnerà il mio cammino?

Fragile umanità in cammino

Inquieta e indecisa nel suo destino

Fragile cielo nel nostro mattino.

Tutto ruota intorno a queste rime

Al nostro miserabile ego di gente scalza

Di uomini dilaniati dalla fede

Nel torpore dei nostri silenzi mattutini.

 

Marco Fantuzzi