Faustino Stigliani legge Hemingway

Faustino Stigliani legge “Il vecchio e il mare” con la consueta maestria e professionalità, lui medico a tempo pieno presso l’Ospedale di Scandiano, ma con in tasca un Diploma dell’Accademia di Arte Drammatica dell’Antoniano di Bologna ed esperienze professionali in campo teatrale.

Legge ed interpreta con tre diverse voci Santiago, il vecchio pescatore protagonista del libro, il suo giovane amico Manolo, che tanto si preoccupa per lui e da lui ha imparato l’arte della pesca, e il narratore, tutte voci ben distinguibili e caratterizzate.

La lotta tra il vecchio e il marlin, una lotta tra il vecchio e il mare, due anime solitarie, è la parte centrale del romanzo e descrive il riscatto di Santiago, cui la fortuna era debitrice essendosi dimenticata di lui, e la resa del marlin dopo una lunga battaglia, ma questa vittoria verrà pagata a caro prezzo, come i lettori sapranno.

E mentre leggo io ricordo la mia lettura, in un tempo passato, e mi immedesimo nel presente, nei luoghi descritti: il mare, un momento placido e in un altro un ribollire di sangue e schiuma, la spiaggia di un giallo dorato, su cui il vecchio sognerà i leoni, la vecchia misera casa e la barca, emblema della sua solitudine.

Ma è la voce che mi porta in quei luoghi, con l’avvolgente fisarmonica che accompagna, a destare emozioni, un’ora appassionante come Hemingway sapeva fare con i suoi racconti e i suoi romanzi.

Un grazie alla Biblioteca di Casalgrande per questa bella serata, affollata da un centinaio di persone di tutte le età, un grazie alla letteratura che sempre ci regala momenti di incomparabile bellezza.

Marco Fantuzzi

24/02/2018

È caduto il cielo

È caduto il cielo,

ma ormai era in disuso,

nessuno più si rivolgeva a lui

e incurante egli dimenticò

uomini e donne.

Nemmeno le preghiere ascoltava più,

e scendere continuava

su queste persone

senza fede alcuna.

Malanimo di un mondo,

che ognora non dà pace

eppure un dì era sì loquace!

Marco Fantuzzi

Solo così

Solo così, per donare tempo,

per questo penso a te,

ai tuoi solitari cammini

nell’ondeggiante mare di spighe dorate.

A te, Venere e conchiglia,

che ogni giorno dischiudi i tuoi pensieri,

a te, donna,

nel tepore dei tuoi anni raccolti.

 

Marco Fantuzzi

era un giorno di vento

Grazie per queste immagini, per queste belle emozioni!

poesie e altro

Brooke Shaden

Era un giorno di vento teso
mulinelli e cartacce da schivare
un giorno da procedere obliqui
invidiando lo slancio ai gabbiani –
padroni del vento e frecce
sommersi in un giubilo di raffiche

era un giorno di vento sferzante
l’aria sbucciava la crosta al mondo
svelava stringhe del passato, a caso
sapori e suoni in smarrimento

ora che il vento ci spinge
verso incroci sbagliati
sentieri senza biforcazioni
più forte dei gabbiani è la memoria:
una tenerezza antica, i grilli nella notte
il mare d’estate, profumo di abeti
voci amate che il passato
ci sospinge nel vento

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