1961

1961, è cominciata lì la mia sofferenza per la vita, la mia paura della solitudine, il sentirmi solo e inadeguato in questo mondo in perenne accelerazione.

Ero un bambino, ancora non remigino e già la vita mi aveva posto una sofferenza indicibile, mia madre era in un letto d’ospedale, pesantemente ingessata, fratturata e in fin di vita per una commozione cerebrale, spazzata via da una motocicletta della polizia in una folle corsa impegnata a rincorrere il vento e a seminare foglie per strada.

Era l’inizio dell’autunno e la similitudine è calzante, chissà se nasce lì il mio amore per l’autunno, per i suoi colori, l’abbandono delle foglie per una nuova vita da rinascere nell’altra stagione che amo.

Mi piacciono le mezze stagioni che non sai mai cosa ti promettono: un giorno luce, l’altro vento, un giorno l’arcobaleno, l’altro una nebbia profonda.

Invece le stagioni piene ti portano solo caldo o solo freddo, anche se dicono che non ci sono più le stagioni di una volta…

Marco Fantuzzi

5 pensieri riguardo “1961”

  1. L’autunno è la mia stagione preferita, ti capisco. Dopo viene la primavera, non amo particolarmente l’inverno, ma non lo detesto. Ma l’estate, così impietosamente calda e luminosa non fa per me. Certo tu sei stato precocemente provato dalla vita, mi dispiace, ti auguro maggior serenità!

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    1. Grazie Silvia, ma c’è chi sta peggio, mio figlio, per esempio, ha iniziato a tribolare appena nato, e ne porterà i segni per tutta la vita, pur considerando che ha una vita quasi normale. Così è la vita, distribuisce a caso miserie e fortune. Buona giornata. 🙂

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