31 Gennaio. Da un diario di polvere.

Grazie alle parole dell’amica Rebecca!

Racconti della Controra

Polaroid foglia rebecca lena controra

Sto diluendomi. Gocciolo e il peso si asciuga. Il filo metallico che percorre perpendicolare il mio esistere diviene sempre più nudo, dunque più sensibile all’alito acido dell’accadere. Vado semplificandomi, sfogliando strato per strato e scoprendo i sensi meno mortali, come il senso della coscienza. Se sfiorata anche solo da una brezza provo addirittura dolore. Sono carne scoperta, tepore bollente di rosso che imbrunisce più a fondo, tendine che suda, muscolo da sfilettare, fino alla fibra armata. È di un metallo molto particolare il mio filo portante, deliquescente al contatto col reale. E quando sarà completamente scarnificato, l’aria acida reagirà con le sue molecole e sarà completamente liquefatto. Ma vorrei vivere dentro una scatola, sola, fino a spogliarmi del tutto per non aver più bisogno di pareti, ma solo di buchi e di fessure.

Dal libro Racconti della Controra.

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