Un vecchio dentista

Che uomo simpatico, pensavo mentre scendevo le scale del vecchio fabbricato alla periferia della città. Ero stato dal vecchio dentista, diversamente giovane dovrei dire, visto che io ho più anni di lui, anche se spesso mi sento un ragazzino innocente e curioso.

Gli appuntamenti nel suo malandato studio sono sempre carichi di vita, e mentre lavora, ma soprattutto dopo, sono una fonte inesauribile di aneddoti ricchi di vitalità.

Oggi ha rispolverato gli anni della gioventù, di quando ancora minorenne, pieno del suo esuberante carattere, s’infilava nelle situazioni più paradossali, nella piena incoscienza dei suoi anni.

«Grisendi, gliela ho raccontato di quella volta …» cominciano sempre così i nostri discorsi, le sue storie (e ci diamo sempre del lei, nonostante ci conosciamo da trent’anni), lui che racconta , è un desiderio irrefrenabile il suo, e io che ascolto con minime interruzioni quel sussurrare di parole.

Il suo è un tono colloquiale e discorsivo, anche quando racconta fatti di una certa gravità; è una persona che ha subito schiaffi pesanti dalla vita, ma non ha perso il gusto di viverla, a differenza di me, che spesso affondo nell’oblio della resa, dimentico della lotta.

Vivacchia col suo mestiere di dentista, il suo studio modesto non è più frequentato come un tempo, anche se lui è un professionista con i fiocchi.

Ma la domenica per lui è una giornata davvero di festa; assieme alla moglie carica il vecchio furgoncino e batte i mercati e le fiere, a vendere tutto quello che lei ha procurato durante la settimana.

Puoi trovarci di tutto sul suo banco, dai modellini di auto da collezione alle porcellane di Bavaria, dai libri usati della collezione Urania alle scarpe di Tod’s appena dismesse.

Tutto si trova e si vende in quell’angolo di paradiso, in cui Giovanni e la giovane moglie intrattengono gli occasionali clienti con quella felicità così facile da leggere in quegli occhi “ridenti e fuggitivi”.

Il vero contatto con la gente curiosa e affabile è il motivo della sua ricerca, quell’angolo di proverbiale allegrezza che ciascuno di noi dovrebbe ritagliarsi, per rendere meno dura questa vita che ci schiaccia ogni momento di più.

È un sorridere alla vita questo banco, pieno di ninnoli e pezzi pregiati, ricco di pensieri mai sopiti, colmo di evanescente tristezza che il mattino scioglierà come rugiada al sole.

Marco Fantuzzi

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