ritagli di un’epoca

Come ci sentiamo soli! Grazie Daniela!

Il Canto delle Muse

Su damascati canapè si distendevano languide
fanciulle, meretrici dalle facce bianche incipriate,
fra labbra sgargianti l’oppio andava in fumo
inebriando i sensi e le tappezzerie pregne
di profumi floreali e di tabacchi,
un viavai assiduo, un passaggio di consegne
irriverenti alla morale puritana di ipocriti
bigotti, bugiardi fino all’indecenza, biforcute
lingue criticanti il sesso in cambio di baiocchi.
S’aggiravano come falchetti in via d’attacco
eleganti signori dai vestiti buoni e distinti
tentando l’incognito sotto mentite spoglie
cercavano là, fra quelle vesti sottili
l’ebbrezza di un trasgredire, l’estasi pura,
qualcosa che assomigliasse per natura
all’eccesso non concesso da una moglie
che per fioretto tra i doveri coniugali
escludeva le inconvenienze peccaminose.
Qualcuno s’innamorava per davvero di due occhi
che spezzavano di solitudine gli ultimi rintocchi
stravolto di passione magari la chiedeva in sposa,
qualcun’altro semplicemente regalava una rosa.

-Daniela Cerrato

Gaetano Previati, “Fumatrici d’oppio”, 1887

Gaetano Previati - Fumatrici di oppio, 1887.jpg

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