La scuola

La scuola dovrebbe darci le basi per essere creativi, dovrebbe spendere tempo a scovare i nostri talenti, perché una persona talentuosa ha una maggiore autostima di se stessa e se trova il tempo di condividere questo talento altri avranno la possibilità di cercare il proprio.

Nello stesso tempo dovrebbe insegnare le basi dell’alimentazione, che è una cosa quotidiana a indispensabile, molto più di tante nozioni, perché la salute è un dono che va preservato e l’alimentazione incide tantissimo sul benessere personale, non che le nozioni non servano, alcune sono indispensabili.

La scuola dovrebbe farci amare le materie che insegna, vale la pena ricordare che si passa più tempo a scuola che in famiglia, quindi il successo di una persona, e non parlo di quello economico, è equamente distribuito tra questi due ambienti.

Occorre anche dedicare più tempo all’educazione civica che ci farà cittadini migliori, perché insegnerà il rispetto per gli altri, e qui c’è tanto da fare, in una società che corre come la nostra, e non si capisce da che parte, il rispetto è davvero una merce rara.

E tutto questo fin dalla più tenera età, non isolando quelli che non ce la fanno a seguire gli insegnamenti, come spesso accade: troppo spesso ho sentito dire che non si può aspettare chi non ce la fa, ma nella scuola dell’obbligo questo è inaccettabile.

Arrivati alla scuola media superiore e poi all’università avremo formato persone con una maggiore coscienza e consapevolezza di sé e degli altri e saremo in grado di fare le scelte migliori per noi e chi ci circonda ne sentirà un benefico influsso.

Avremo imparato a condividere le nostre esperienze, ne saremo gratificati singolarmente e la società non potrà che trarne giovamento.

Marco Fantuzzi

Credi nella pace

Credi nella pace, nella giustizia,

nell’uguaglianza delle diversità,

nel bianco che bacia il nero,

nel giallo che abbraccia il bianco?

No, vivi nel terrore,

della speranza hai fatto carta straccia,

non libererai le tue idee,

perché catene invisibili ti stringono il petto.

Mai un letto per dormire,

un fusto d’acqua per una gola

ormai secca di grida.

Sei in una nuvola di confusione,

hai creduto in uomini e ideali,

hai lottato e resistito,

non ti sei arreso, è servito?

Non cambierai la percezione del mondo,

tu, povero, guardi i ricchi lassù

nelle loro ville sulle colline,

sembrano camposanti, usciti dalla penna

di un vecchio scrittore.

 

MarFan

Andare per mare

Andare per mare è andare incontro alla solitudine più estrema.

Quando mi sento solo, molto solo, e capita spesso, mi imbarco con i miei sogni e solco il mare, sperando di tornare più forte di prima.

Ci sono io e l’immensa solitudine del mare, pronto a combattere contro le sue onde, altre volte a lasciarsi cullare.

A volte capita di ritornare, ma solo col desiderio di ripartire.

 

Marco Fantuzzi

Siamo creativi

Siamo creativi perché riusciamo a vedere oltre l’ostacolo, perché riusciamo a cambiare il punto di vista, perché riusciamo a fare affluire pensieri che la nostra curiosità alimenta.

Diventiamo creativi quando smettiamo di appoggiarci alle vecchie abitudini, quando ciò che facciamo diventa una consuetudine che servirà di supporto per il futuro.

Siamo creativi quando diventiamo folli, quando usiamo il nostro coraggio per iniziare qualcosa e la resilienza  per sopportare tutti gli urti che ci verranno proposti, quando l’opposizione di tutti cercherà di farci fallire, perché per loro il cambiamento è innaturale mentre per noi è merce rara e preziosa.

 

Marco Fantuzzi