Resistenza al cambiamento

Cosa impedisce alle persone di prendere coscienza delle proprie capacità? L’elenco è molto lungo ma si potrebbe in poche parole definire Resistenza al cambiamento. Difficile dire da cosa deriva questa resistenza, forse non siamo in grado di accettare che qualcuno possa essere in grado di indirizzarci, o forse semplicemente vogliamo sbagliare per conto nostro. La soddisfazione di ottenere qualcosa mediante il “Sbagliando s’impara” è qualcosa che appartiene a tutti noi. Chi si fida troppo dei consigli altrui è spesso soggetto ad arrabbiature esagerate nei confronti dei consiglieri. Dobbiamo prendere coscienza della nostra grandezza, tutti noi abbiano dei talenti più o meno nascosti, dobbiamo spendere tempo a farli uscire, solo allora saremo responsabili pienamente della nostra felicità, perché avremo fatto emergere le nostre passioni legandole alle nostre emozioni.

Io penso che per cambiare dobbiamo essere disposti a rischiare quello che possediamo, siano essi beni fisici o spirituali. I cambiamenti devono portare veramente una discontinuità nella nostra vita, la politica dei piccoli passi non ci smuove dai nostri pensieri perché in un attimo, al primo fallimento, noi torniamo a quello che eravamo. Quello che scrivo sembra in contraddizione con quello che ho scritto in passato, quando dicevo che la politica dei piccoli passi mi sembrava uno strumento efficace per il cambiamento. La realtà è che non c’è una risposta unica per risolvere un problema, se il mondo fosse così semplice sarebbe molto più felice. Invece è tremendamente complesso e quello che funziona per una persona è possibile che sia deleterio per un’altra. Questo perché le persone sono esseri assolutamente unici, con il loro bagaglio di esperienze e risorse, quindi si approcciano alla vita in un modo differente rispetto a chi gli sta a fianco. E la cosa migliore sarebbe sfruttare questa differenza come un valore aggiunto e non una negatività. Si chiama biodiversità questo concetto preso a prestito dalla scienza che ci fa capire come miliardi di esseri diversi possono vivere in armonia in un mondo come questo, unico e irripetibile.

Marco Fantuzzi