La mercificazione

La mercificazione dell’inutile, questo è il concetto su cui si basa il nostro mondo.

So che mercificazione non è il termine corretto ma si serviva una parola forte per esprimere la debolezza dell’inutilità.

Provate a guardarvi in giro con occhi diversi, a sentire cosa aggiunge valore alla vostra vita.

Le nostre case sono piene di oggetti inutili, amiamo riempire le case di oggetti, altrimenti la nostra vita ci sembra vuota.

Lavoriamo tutta la vita e se abbiamo tempo libero non sappiamo gestirlo, dobbiamo riempirlo a tutti i costi “non si può sprecare tempo, la vita è una sola”.

Nei momenti liberi dovremmo nutrire il nostro spirito, non solo il nostro corpo e rimanere soli con noi stessi, imparando così a conoscere noi stessi.

Invece siamo sempre con qualcuno, parliamo con qualcuno e nei nostri momenti di solitudine accendiamo la televisione, piene di bellissime fiction che ci raccontano com’è la vita reale, o bellissimi talk show, dove la gente invece di parlare, urla e si insulta, oppure di bellissimi telegiornali che ci raccontano di politica, solo quella, ormai tutto è politica fuorché la politica.

Ogni tanto leggiamo, magari quando siamo in bagno, perché il tempo è prezioso, o ascoltiamo musica, mentre facciamo i fatti di casa, perché purtroppo non abbiamo una tv in ogni stanza della casa, magari l’avessimo!

Abbiamo case ipertecnologiche, chattiamo con il mondo intero, ma non sappiamo come si chiama il nostro vicino di casa.

La tecnologia ci ha allontanato dalla vita reale, molto meglio quella virtuale perché nessuno ci rompe le palle, quando siamo stanchi chiudiamo internet e il gioco è fatto.

Per i giovani è diverso, loro vogliono sempre essere collegati, è il loro modo di essere vivi, di bruciare la propria adrenalina, perché la gioventù passa e non ritorna più.

Marco Fantuzzi

Scorre

Scorre placida e quieta la nostra vita

a lisciar sassi in un fiume,

il temporale arriva all’improvviso

e li frantuma e spazza sabbia fina.

La quiete ci riporta un’altra strada

il fiume ha deviato e più non tornerà.

Quiete e tempesta sempre

accompagnano i nostri cuori,

dobbiamo entrambi assecondarli

resistere non serve.

La vita ci spazzerà comunque via.

Marfan's poetry

Minimi dettagli

Minimi dettagli ci cambiano la vita.

Sfumature di colore appena accennato che emergono da una fumosa nebbia.

L’incomparabile minuziosità con cui affronti ogni cosa denota in te l’amore per la vita.

Se sai cogliere tra strati di polvere la poesia della vita significa solo che hai la sensibilità per farlo.

Ma quanto sei bella vita anche quanto ti odio, quando vorrei che il demone che è in me se ne andasse, perché ho paura che prenda il sopravvento.

Il demone è in ognuno di noi, solo che non lo sappiamo.

Nei momenti di felicità cova sotto la cenere, guai a muovere le braci e rimetterlo in circolazione.

Lascialo nelle tenebre a macerarsi, a illividirsi, tieni la fronte alta e non lo vedrai mentre striscia ai tuoi piedi.

Marco Fantuzzi

Franca Righi – Destinazione poesia

Ieri sera ho partecipato ad un incontro di poesia con la poetessa Franca Righi, presso la Biblioteca Raffaele Crovi di Castelnovo ne’ Monti. Ho avuto il piacere di ascoltare la lettura delle sue poesie e delle sue opinioni sulla poesia, sui suoni e significati delle parole.

Di come si scrive per lenire il proprio dolore, e i dolori presenti e passati vengono rivisti nella scrittura, nelle stagioni della propria vita.

Di come l’occhio del poeta, e dell’artista in generale, guardi ogni cosa come se fosse la prima volta, grazie ad una sensibilità assente nella maggior parte delle persone, così abituate soltanto a vedere senza nessun approfondimento.

Alla fine ho portato a casa un suo libro “Destinazione poesia”, con tanto di firma dell’autrice e ho cominciato a leggerlo la sera stessa

Peccato per la bassa affluenza, le sue parole avrebbe meritato un pubblico maggiore.

Marco Fantuzzi

Indignazione

Ci indigniamo per i morti che fa la guerra,

mostriamo solidarietà alle vittime

manifestando in modo pacifico o violento,

ma si sa contro il potere è facile manifestare,

e si sa le guerre le indicono i potenti,

anche se poi sono i poveracci a morire.

Perché non ci indigniamo

per le morti in automobile,

folli automobili lanciate a 200 km all’ora,

in mano a ragazzini come un videogame?

Smettiamo di costruire macchine veloci,

buone solo per uccidere,

e costruiamo macchine sicure

da usare per il gusto di viaggiare lentamente!

Marco Fantuzzi

Gioventù e vecchiaia

Il sorriso dei giovani è contagioso (più di qualsiasi sorriso, perché ci ricorda la nostra gioventù): basta poco per essere felici, anche se bisognerebbe seguirli di più, perché basta poco alla loro beata innocenza per smarrirsi.

Capita ancora a noi adulti, figurarsi un adolescente, con gli ormoni a mille, convinto com’è che le sue scelte siano sempre quelle giuste.

Serve sempre la beata gioventù, dovremmo credere di più nei loro progetti, nei vecchi c’è sempre pace e saggezza (mentre lotta e avventatezza ci ricordano i tempi andati quando la nostra vita era permeata di ideali), anche se credo che vecchiezza non sia sinonimo di saggezza, chissà forse a 90 anni, quando le forze ci mancano scambiamo la tranquillità, la poca vitalità, la placida lentezza, per saggezza.

Ma l’uomo non è saggio, lo sono di più gli animali che seguono il loro istinto, noi vogliamo vivere sempre al limite, e oltre, delle nostre possibilità, senza nessun margine, senza nessun rispetto per il diverso.

Sempre pronti a scaricare sugli altri le colpe di una società a cui partecipano senza costruire, nell’indifferenza, sempre sicuri che qualcun altro debba risolvere i problemi.

Non c’è cooperazione e la competitività produce derelitti, persone di serie B.

Marco Fantuzzi

Sono un milione

Sono un milione le specie a rischio d’estinzione, l’unica che meriterebbe l’estinzione è invece più viva e vegeta che mai: l’unico scopo della sua vita è distruggere gli altri e nel più breve tempo possibile.

Non si spiega altrimenti il suo desiderio di autodistruzione: è l’unica specie che distrugge l’habitat in cui vive; chi afferma il contrario è un ignorante o un folle.

Non sto dicendo che tutte le persone siano così, probabilmente la maggior non lo è , ma quella minoranza che detiene la ricchezza che riempie i forzieri dei paradisi fiscali, certamente sì, e sono loro che, con le loro scelte inique, fanno i danni maggiori.

Non si spiega altrimenti perché tutti i giorni politici e imprenditori ci dicano che dobbiamo far crescere il PIL, come se quello fosse l’unico elemento per misurare il benessere di una società.

Forse non hanno idea di cosa sia l’OVERSHOOT DAY, la giornata del debito ecologico: dovrebbero studiare un po’ di scienze naturali per capire che la Terra è un contenitore di dimensioni finite e non potrà essere sfruttato in eterno.

Marco Fantuzzi

Amare intensamente

Amare intensamente,

questo è vivere,

vivere in un vortice

che ti trascina a fondo,

in fondo a un’anima

che non sai nemmeno di avere.

Se non cerchi la passione

cos’è la tua vita?

Una fila interminabile

di giorni vuoti,

fermo come un albero

con radici solide

che da lì non si muove.

Ma lui cerca luce nuova

catturando il cielo

e tu, che invece

hai piedi, braccia e cervello

perché non bruci ogni momento

del tuo peregrinare?

Marfan's poetry

Il caffè

Lei riempiva di sé l’atmosfera del caffè di Via dell’Abate, sovrastava l’odore di stantio di quel vecchio ambiente, dove un tempo dominava il profumo del caffè appena tostato, una miscela di fragranze impossibile da dimenticare.

Piccola donna dal passo leggero, con il suo spolverino turchese portava la primavera con sé, e nelle pur brevi attese, i tacchi battevano impazienti sul vecchio impiantito di rovere.

Le gambe seminude seducevano il mio sguardo, anche se quel corpo lo conoscevo a memoria, ogni minuscola piega della pelle, ogni curva avevo sfiorato ed esplorato con le mie mani, nella più profonda oscurità di una camera d’albergo, dove l’odore di lavanda delle lenzuola si mescolava al suo inebriante profumo.

Il tatto è l’essenza dell’amore fisico, ben diverso da quello spirituale che ti nutre nella solitudine, una situazione già sperimentata per troppo tempo. Ora potevo di nuovo gioire del sesso a piene mani, la toccavo ovunque e gustavo i suoi sospiri, così pieni di felicità, così colmi di appagamento.

Lei adorava le mie mani più di ogni altra cosa, la spogliavano al buio e dipingevano le sue forme, così delicate, il ventre caldo, l’eccitazione sul seno, e le piccole labbra tumide.

Gli occhi invece la denudavano quando m’incontrava nel caffè, poche erano le parole che volavano, leggiadre come piume nel vento.

Passavamo le ore a guardarci, a sorridere, a gustare un profumato caffè, gli occhi s’immergevano l’un l’altro e niente intorno era più come prima. Cadevano le pareti, sparivano i rumori ed eravamo di nuovo in un prato dove la coglievo per l’ultima volta, come un delicato fiore di primavera.

Ora il caffè è chiuso, rimane un’insegna penzolante a ricordo degli antichi fasti. Lei non c’è più ma io ogni giorno assaporo il suo profumo, se n’è andata per sempre, ma il suo amore è rimasto a ravvivarmi il cuore.

Ora sono un uomo migliore e lo devo a lei soltanto, al tempo che rubò alla sua famiglia per farmene un regalo immenso. Io la mia metà l’avevo trovata, non la cercherò mai più, questo è l’Amore, come ci ricorda Platone, l’unione di due metà perfette.

Marco Fantuzzi