Infelicità

Resa e rassegnazione di fronte all’infelicità (la felicità non mi è stata insegnata e io non so come inseguirla).

Un forte senso di esclusione da questa società che ti emargina se non sai adeguarti, il timore di non farcela a galleggiare come gli altri, di non riuscire a raggiungere i tuoi sogni, i tuoi obiettivi.

Non sento più la mia vita permeata dall’amore, cerco incontri improbabili, per non restare solo con i miei pensieri e le mie pene.

Non mi vedo, e forse non l’ho mai fatto, di passeggiare abbracciato all’amore, che è l’unica cosa di cui non si può fare a meno.

Solitudine e incomunicabilità, per questo scrivo poesie, poesie tristi in cui la speranza emerge raramente.

Solo, alla fioca luce di una lampada, do aria ai miei pensieri, tristi, maledetti pensieri.

Scrissi queste parole circa sei anni fa, il mio migliore amico era morto da poco, e da lì trovai la forza per scrivere e pubblicare due libri di poesie (il secondo era davvero riuscito bene). Non ebbi successo, non seppi farmi conoscere, ma questo non mi fermò, e ora è tempo di preparare un altro libro. Me ne sono andato di casa, ho abbandonato la mia famiglia e sono andato a vivere in montagna, quella della mia infanzia e della mia adolescenza.

Marco Fantuzzi

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