Perché non ci chiediamo seriamente

Perché non ci chiediamo seriamente come, all’inizio del terzo millennio, ci siano milioni di persone che muoiono per la fame, e non ci proponiamo in modo condiviso come risolvere questo problema?

Com’è possibile che HOMO SAPIENS si sia trasformato in HOMO DEFICIENS (passatemi il neologismo): quando abbiamo concesso a poche persone il controllo delle nostre vite? Evidentemente sopravvivono entrambe le specie di HOMO nella nostra società.

La storia, letta e conosciuta, ci racconta di secoli, di millenni in cui questo è sempre successo, ma non è sempre stato così: un’evoluzione lenta e inarrestabile ci ha portato a differenziarci in malo modo.

E mentre molte persone muoiono di fame, altre muoiono per eccesso di cibo, serve cambiare il nostro punto di vista e ridistribuire la ricchezza, altrimenti avremo una civiltà senza un futuro, saremo morti che camminano,

Dobbiamo accettare tutto questo senza giudicare, o lottare per cambiare? Davvero una bella domanda, è meglio cercare la pace dentro di noi o cercare di fare la guerra a chi non la pensa come noi?

La maggioranza di noi, sempre più poveri, riuscirà a sovvertire il pensiero di poche persone sempre più ricche? Non sono ottimista su questo, ma lascio aperta la porta alla speranza, e quando leggo che negli ultimi tremila anni solo settecento sono stati di pace, mi illudo forse di cambiare questo rapporto.

Marco Fantuzzi