Non c’è memoria

Non c’è memoria di epoche in cui la civiltà umana sia stata esente dalla corruzione, una corruzione presente nelle più alte rappresentazioni di laicità e religione, istituzioni, politica e imprenditorialità.

La criminalità organizzata, non a caso viene così denominata, si è talmente interessata all’apparato sano della società che a volte è perfino difficile riconoscerla e quasi impossibile rimuoverla, legata a doppio filo ritorto con tutte le persone e le attività che le va di coinvolgere.

Sconfiggere lo Stato mafioso è come sconfiggere lo Stato sano, per troppo tempo si è permesso alle varie mafie di intrufolarsi nella vita civile, è come un virus letale che ci condurrà dove vuole lui, serve un vaccino che ancora non esiste.

Chi ancora crede che sia possibile rimuovere un cancro ormai in metastasi non ha evidentemente studiato medicina oppure crede che un Dio ci aiuterà ad uscirne, ma è lo stesso Dio che nel paradiso terrestre cercò di corrompere Adamo, e ci riuscì!

Marco Fantuzzi

Dove pescare il coraggio

Dove pescare il coraggio per sopravvivere se non ce l’hai, in questo caso serve fiducia negli altri, e se non ce l’hai? Ti servirebbe la fede in Dio, ma cosa fare se non hai neppure quella. Qualcosa di buono devi avere, qualcuno disse, non ricordo chi, perché tutti noi abbiamo un talento, ma a volte non sappiamo di averlo, non sappiamo come farlo emergere, nessuno ce l’ha mai evidenziato. E allora? Quando i giorni sono tutti uguali, e tu odi la quotidianità, non sai apprezzare la luce dei piccoli gesti, che fare se non sperare!

E quando non ti basta la speranza, ma non vuoi arrenderti davanti ad un no, perché pensi che lei sia la persona giusta, ma sei confuso e smarrito, perché non ne capisci il motivo, ti senti inadeguato perché non hai la forza per combattere, per lottare per il tuo futuro. Perché il presente ti angoscia e vivi solo la malinconia del ricordo, e non capisci come hai potuto arrivare sin qui. Ma non hai saputo gestire i rapporti umani, hai bisogno di aiuto e non lo chiedi, non sopporti le persone, ma che ti hanno fatto, vorresti sparire, ma da quando sei venuto al mondo non ti puoi nascondere, non ti servirà.

Devi cercare la felicità in ogni gesto che fai, perché ogni gesto è vita, non devi temere i demoni che hai dentro di te, non devi nemmeno soffocarli, non essere schiavo della tua mente, impara a conviverci, non arrenderti a questa vita anche se non ti convince, la vita ti appartiene, tu appartieni alla vita, c’è sempre speranza in un futuro migliore, anche quando non ci credi, smettere di lottare non ti servirà, arrenderti alla morte spirituale ti trasformerà in una persona senza tempo, tu non farlo terminare in anticipo.

Marco Fantuzzi

Dopo anni di scrittura

Dopo anni di scrittura, ancora mi domando da che profondità dello spirito mi arrivi l’ispirazione. Io, che credente non sono, dove attingo se mi manca la fede anche in me stesso. Eppure inizio una “poesia” perché una parola mi ha stuzzicato e poi srotolano altre parole, immagini, versi, rime, che compongono qualcosa di compiuto di cui non avevo coscienza inizialmente. E tutto ciò è un bel mistero, scrivere qualcosa, a volte di bello, che la mia mente partorisce al momento. È questo il talento dell’artista?

Scrivo tanto, e pubblico una minima parte, per vincere la mia angoscia quotidiana, la mia depressione, che ogni tanto rialza la testa, la rabbia per gli errori del passato. Non sempre riesco ad accettarmi per quello che sono, dovrei accettare che non mi accetto: sono diventato così. Serve combattere? Non credo! Magari servirebbe a darmi stabilità, ma se cessasse la mia inquietudine riuscirei ancora a scrivere? Atroce dilemma!

Potrei mai scambiare l’amore di una donna con l’inquietudine che governa le mie poesie?

Penso di no, ho bisogno di questa instabilità, di un distacco, a volte profondo, dalla realtà, per generare parole. E lo faccio in momenti di estrema solitudine, quando la lettura dei classici, la profondità del loro pensiero, fanno sanguinare a fiotti il mio cuore.

Marco Fantuzzi

Cambiamento

Sorrido quando leggo i messaggi, riportati in libri e saggi, che parlano di miglioramento personale, sui caratteri motivazionali che spingono le persone a cambiare, anzi a sovvertire le abitudini della propria vita.

Forse dovrei anch’io scrivere un libro che parli di come il cambiamento non cambi nulla nella propria vita se è improvviso come l’accendersi di un fiammifero.

Le persone credono di avere avuto un aiuto in una frase, in una parola, in un capitolo o in un libro intero, semplicemente quel cambiamento era maturato lentamente dentro di loro, covava come una brace coperta dalla cenere di mille pensieri.

Sarebbe potuto esplodere come un vulcano in un momento qualsiasi, mentre parlavi con qualcuno, faccia a faccia guardando negli occhi il tuo interlocutore, mentre guardavi un film o sfogliavi una rivista o dipingevi i tuoi ricordi su una vecchia foto.

I cambiamenti, anche quelli definiti epocali, hanno una lenta maturazione, nulla avviene per caso, c’è sempre una consequenzialità di eventi, un lungo lavoro di studio e di scavo interiore.

Niente nasce per caso, nemmeno un fiore in un deserto, c’è sempre l’incontro tra un seme e una goccia d’acqua, c’è sempre l’incontro di due pensieri diversi che divisi non avrebbero mai generato nulla.

Perché come disse qualcuno tempo fa nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: se hai ottenuto un risultato è solo perché, cosciente o no che fosse, hai trasformato qualcosa di inutile in qualcosa di utile.

Inutile crogiolarsi al sole se non ti vuoi abbronzare, utile è oziare se prima hai lavorato duramente.

Marco Fantuzzi

Il mondo si racconta

Il mondo si racconta nella sua quotidianità, non sui giornali pieni solo del lato peggiore della vita, come se il progresso ci avesse regredito, ma non è così se cambi il punto di vista, forse la storia la fanno i potenti, forse la disegnano i dittatori, ma non ne hanno il controllo.

Guerre e violenze ci sono state, hanno punteggiato da sempre la vita degli esseri umani, ma ci sono rivoluzioni culturali che ne hanno ridisegnato profondamente i contorni.

La felicità forse non è di questo mondo, forse non lo sarà mai, ma puoi cercare la serenità dentro di te.

È un buon inizio.

Marco Fantuzzi

Fallimento e successo

Una citazione web dice “non rifiutare mai le opportunità, anche quando si presentano casualmente.”

Aggiungo io, soprattutto quando si presentano casualmente, perché purtroppo noi siamo ostaggio del nostro stesso modo di pensare, quindi è importante passare all’azione anche se si è impreparati, perché più procrastinerai l’azione e più dubbi incontrerai sulla tua strada, rifletterai in eterno e continuerai a studiare non sentendoti mai pronto: è il timore di fallire che ti impedisce di progredire.

Ma il fallimento fa parte della vita stessa, lo sanno bene gli sportivi, lo sanno bene le persone di successo: SAPPILO ANCHE TU!

Se non fallisci non risorgerai e rimarrai lo stesso di sempre, ti crogiolerai nei dubbi e nei rimorsi, perché non hai avuto la consapevolezza che potevi cambiare e sopravvivere allo stesso tempo.

Marco Fantuzzi

Autostima

A me spaventano, forse spavento è una parola un po’ eccessiva, le persone che vogliono avere, o credono di avere, il controllo della propria vita.

Persone ottimiste, eccessivamente ottimiste, che esaltano i loro successi come merito esclusivamente proprio e lamentano i propri insuccessi come demerito esclusivo di altre persone.

Credo siano persone molto brave a giudicare gli altri, ma ma non sufficientemente brave a giudicare se stesse.

L’autostima è sicuramente utile per vivere meglio, ma serve anche l’umiltà per criticare i propri errori, perché questi sono solo nostri: può essere che ci siamo fidati delle persone sbagliate, le abbiamo sottovalutate, le abbiamo giudicate senza sapere.

Questi sono tutti errori nostri, le persone non si conoscono mai abbastanza se non dedichiamo il tempo necessario per parlare con loro, per capire il loro punto di vista, i loro problemi.

Marco Fantuzzi