Fallimento e successo

Una citazione web dice “non rifiutare mai le opportunità, anche quando si presentano casualmente.”

Aggiungo io, soprattutto quando si presentano casualmente, perché purtroppo noi siamo ostaggio del nostro stesso modo di pensare, quindi è importante passare all’azione anche se si è impreparati, perché più procrastinerai l’azione e più dubbi incontrerai sulla tua strada, rifletterai in eterno e continuerai a studiare non sentendoti mai pronto: è il timore di fallire che ti impedisce di progredire.

Ma il fallimento fa parte della vita stessa, lo sanno bene gli sportivi, lo sanno bene le persone di successo: SAPPILO ANCHE TU!

Se non fallisci non risorgerai e rimarrai lo stesso di sempre, ti crogiolerai nei dubbi e nei rimorsi, perché non hai avuto la consapevolezza che potevi cambiare e sopravvivere allo stesso tempo.

Marco Fantuzzi

Autostima

A me spaventano, forse spavento è una parola un po’ eccessiva, le persone che vogliono avere, o credono di avere, il controllo della propria vita.

Persone ottimiste, eccessivamente ottimiste, che esaltano i loro successi come merito esclusivamente proprio e lamentano i propri insuccessi come demerito esclusivo di altre persone.

Credo siano persone molto brave a giudicare gli altri, ma ma non sufficientemente brave a giudicare se stesse.

L’autostima è sicuramente utile per vivere meglio, ma serve anche l’umiltà per criticare i propri errori, perché questi sono solo nostri: può essere che ci siamo fidati delle persone sbagliate, le abbiamo sottovalutate, le abbiamo giudicate senza sapere.

Questi sono tutti errori nostri, le persone non si conoscono mai abbastanza se non dedichiamo il tempo necessario per parlare con loro, per capire il loro punto di vista, i loro problemi.

Marco Fantuzzi

Quale profondità di pensiero

Quale profondità di pensiero può spingere un poeta alla follia, quali abissi raggiungere dove la profondità può togliere il fiato tanto da soffocarti per sempre. Ma a volte l’amore fa il miracolo, ti prende per mano e ti salva un’altra volta.

Credo che il suicidio, per un artista, sia una scelta di vita, una vita in cui l’arte ha terminato il suo percorso: un artista senza arte è come una stella cometa senza la sua coda. Come specchiare la propria vita nella quotidianità di una vita banale, per un artista penso sia molto difficile.

Marco Fantuzzi

Terrore

Ora i paesi “civilizzati” sono sotto scacco al terrorismo (a sentir loro), ma sono sempre loro che lo alimentano con vendite sottobanco di armi e di tutte le diavolerie che occorrono a questi che sono semplici criminali, che sfruttano la religione come paravento, interpretando alla lettera ciò che è scritto nei testi sacri. Forse che anche i mafiosi non vanno a messa la domenica?.

Ma nessuno ricorda, o forse vuole forse dimenticare, quando ancora la parola terrorista non era stata coniata, chi si comportava da “terrorista” nelle colonie che aveva conquistato con la forza senza nessun merito.

Quale altra specie semina il terrore tra i suoi simili, cerca di piegare a sé i ritmi della natura, si sente pervaso da deliri di onnipotenza e distrugge l’habitat in cui vive, chi è il terrorista…

L’uomo da sempre è terrorista, perché da sempre ha seminato il terrore, dalla notte dei tempi e ancora più ha fatto un salto di qualità quando ha capito che dopo aver piegato a sé tante specie animali, di aver vita facile anche con la sua stessa stirpe: se non è un suicidio questo…

Marco Fantuzzi

Punto di vista

Spesso siamo convinti che nella nostra vita non succeda mai nulla d’importante, ma semplicemente sbagliamo il punto di vista e guardiamo dalla parte sbagliata.

Non dobbiamo avere timore di quello che non conosciamo, la nostra natura è lì, nascosta da una siepe di rovi.

Se basta questo a fermarci allora la nostra natura non uscirà mai, e proseguiremo per una strada battuta che altri, e non noi, hanno aperto per le persone prive di coraggio.

Marco Fantuzzi

Vivere

Se vivere vuol dire interagire di continuo con altre persone, porsi obiettivi, lanciare sfide a se stessi e al mondo, non mi interessa vivere.

Ma se vivere vuol dire non essere costretto dagli altri, e di continuo,  a fare tutto ciò, a condividere scelte che non ti interessano, che non servono alla mia crescita interiore, allora sì la vita ha un senso.

Se non c’è nessun senso, nessuna emozione, se non c’è amore, la vita cosa rappresenta?

Se manca tutto questo perché vivere, sempre e solo nella speranza di un cambiamento (questo pervade tutta la nostra vita, un’esile speranza).

Ma noi non siamo in grado di cambiare nulla, siamo l’animale più stupido comparso sulla terra, distruggiamo noi stessi, distruggiamo gli altri, distruggiamo il senso di felicità che la vita dovrebbe generare (nella vita c’è il germoglio della felicità).

Creiamo malessere, malaffare, corruzione, guerre, sì abbiamo progredito nel tempo (ma a che prezzo? Questo progresso ha permesso a tutti di avere almeno una vita decorosa? Credo proprio di no, e allora qual è lo scopo dell’uomo sulla terra, quale progetto sta portando avanti?

Milioni di persone che muoiono di fame, malattie non curate perché privo di tornaconto economico, guerre per arricchire i ricchi e creare così ricattabili poveri.

Vergognati uomo.

I politici, le persone più spregevoli che esistono, i loro prezzolati giornalisti, le fameliche lobbies che li mantengono (politici e giornalisti, Dio li fa poi li accoppia).

Cos’altro aggiungere, perché non riusciamo a invertire la tendenza, perché costa fatica e impegno (o non ci interessa nemmeno), molto meglio la leggerezza del vivere con il suo fatale disimpegno.

Marco Fantuzzi

A volte mi domando

A volte mi domando cosa sarebbe il mondo se saltassero le comunicazioni, se le persone fossero costrette a parlare con i vicini di casa, come si fa ancora nei piccoli paesi dove le relazioni umane hanno ancora un significato.

Immagino un mondo in cui mancasse l’elettricità e il petrolio, sapremmo sopravvivere senza tutti i confort che da essi derivano, sapremmo adattarci in poco tempo?

Io credo di sì, credo che avremmo bisogno di emozioni forti per ritrovare quello spirito di solidarietà che oggi esiste in modo sfumato, lontano, sullo sfondo della nostra vita.

Forse ci aumenterebbe l’ansia, o anche no, dovremmo solo cambiare lo stile di vita, quello stile a cui non vogliamo assolutamente rinunciare (ce lo siamo guadagnato, sta urlando qualcuno).

Ma se credessimo molto di più in noi stessi, e ci hanno disimparato a farlo, capiremmo la complessità di questo mondo (in cui il singolo non conta più nulla, in nessun ambito) riempito di informazioni da cui non riusciamo a districarci, informazioni di cui il 99% delle persone non sa che farsene.

Ma solo di quello vive il restante 1%, la costruzione dell’informazione, vera o falsa che sia non ha nessuna importanza.

Riusciremmo a vivere senza TV e giornali, i così famigerati “media”?

Credo proprio di sì, le persone sanno reagire alle difficoltà, e questa mancanza non si dovrebbe nemmeno definire tale, solo non ci sono più abituate, perché hanno delegato il loro benessere ad altri.

Provate a pensarci, spegnete tutto per qualche minuto, soprattutto i cellulari, e state soli con voi stessi, vuotate la vostra anima e fate affiorare i demoni che sono dentro di voi, quelli che ogni tanto vi fanno perdere il controllo.

Fate affiorare la paura, è normale averne, senza non potreste vivere, ma imparate a controllarla, sappiate che c’è, siatene consapevoli.

Marco Fantuzzi