L’oro del grano

L’oro del grano

sui tuoi capelli ho posto

e sul chiaro tuo viso

il bianco lume della luna.

E dipingo le tue braccia

come rami avvinghianti

a strapparmi il cammino,

così lontano da qui

che a stento

trascende il passo tuo.

Marfan's poetry

C’è un mondo

C’è un mondo là fuori e questo mi spaventa,

mi spaventa la frenesia ormai fuori controllo,

mentre osservo il placido volare di un airone.

Mi spaventa l’ipocrisia e la falsa indignazione

mentre ripenso alla calma naturale di mia nonna,

al mondo scomparso della mia giovinezza.

Ripenso al bambino che ero tra il verde dei prati,

tra l’oro del frumento inframezzato di papaveri,

alle mani violacee dell’autunno colme di uva.

A un mondo sognato che non esiste più.

Marfan's poetry

Nella diversità ho trovato rinforzo

Nella diversità ho trovato rinforzo

alle mie inquietudini di uomo solo,

nell’altrui persona ho cercato il mio io

che ho cercato invano dentro me stesso.

Di versi ho riempito lo stupore

per mondi diversi dal mio,

quello che non avevo era lì per essere colto,

per essere raccolto da un abbandono.

Sei in un mondo imperfetto, caro amico,

ma fai della solitudine una forza,

non una malinconia che distrugge il tuo cuore,

bacia la vita che non ti appartiene,

dagli un senso nell’appartenenza agli altri.

Un incontro di mondi diversi ci farà crescere

un giorno abbatteremo  tutti i muri che ci separano,

l’amore farà questo miracolo, niente altro.

Marfan's poetry

L’immane vuoto

L’immane vuoto, uno sputo d’oscenità,

il buio e intorno il nulla,

un buco nero e il suo orizzonte degli eventi.

La luce inghiottita per sempre,

tu, noi, spariti nel nulla,

in questo mondo osceno

non c’è spazio per i buoni propositi.

Tu, l’altro, il diverso siete merce di scambio,

emarginati i tuoi ideali, le tue speranze.

La tua illusione è tutto ciò che resta,

negli occhi solo polvere

che un vento di civiltà non spazzerà,

perché il fallout è completo.

Marfan's poetry

C’è un mondo

C’è un mondo là fuori e questo mi spaventa,

mi spaventa la frenesia ormai fuori controllo,

mentre osservo il placido volare di un airone.

Mi spaventa l’ipocrisia e la falsa indignazione

mentre ripenso alla calma naturale di mia nonna,

al mondo scomparso della mia giovinezza.

Ripensio al bambino che ero tra il verde dei prati,

tra l’oro del frumento inframezzato di papaveri,

alle mani violacee dell’autunno colme di uva.

A un mondo sognato che non esiste più.

Marfan's poetry