Amore

Ti ascolto parlare

e ti guardo negli occhi,

chiari

e così semplici da leggere.

Tu sorridi mentre ti guardo,

interrompendo la tua voce,

tu parli,

io ascolto.

Hai sciolto i capelli,

stiamo per fare l’amore,

e io sono già

dentro i tuoi occhi.

Vi leggo il piacere

mentre ti spoglio,

litigo con i bottoni

e tu ridi leggera.

Poi le mie mani

scivolano su di te

e tu non ridi più.

Socchiudi le labbra

ed esce un gemito

e poi un altro

e un altro ancora.

Io non mi fermo,

tu non lo chiedi,

le mie mani scendono,

il tuo respiro si altera,

il mio pure.

Ti ho tolto i vestiti,

sei così bella

e hai solo vent’anni

(o forse più).

Non importa (l’età),

tu sei con me,

godiamo insieme

questo lungo attimo

di seducente amore.

Fra poco l’alba ci illuminerà

e svanirà il romantico ardore,

affrettiamoci!

La mia anima

Cerca la mia anima

nelle persone che ho amato,

riflessi sfumati

dai colori altrui.

I miei sorrisi,

le mie tristezze,

il mio coraggio,

le mie paure.

Luce grigiorosea

della sera,

luce di candela,

cercala.

Senza incertezze

ne coglierai la presenza,

ciò che è vissuto in me

sarà marcato a fuoco nel tuo spirito.

Potrai seppellirlo

nelle tue profondità,

ma si mescolerà al tuo sangue,

non si dissolverà.

Sarà lì ad aspettarti.

Turbinio

Turbinio di foglie,

lucidi passi

pestati a forza

nella nuda polvere.

Carpe diem,

le lacrime dei morti

(nel buio della notte)

sono veli di rugiada

che il sole dissolve.

Le anime dei morti

colorano le stelle,

sono luci vivide

che scaldano la notte.

Tu dove sei

amore della mia vita,

senza di te

dove trovo il senso

del quieto vivere?

Ti ho visto morire,

abbandonare

il tuo roseo colore

e ora sei un sasso,

ne hai colore e consistenza.

Freddo, liscio, pesante

sei un peso sul cuore

chi mai lo toglierà?

Non condannare

Non condannare l’amore

che non ti corrisponde,

lascia il tuo cuore

libero da ogni ingombro.

Lascia la tua anima

libera di piangere

ma non soffocare

i tuoi sentimenti.

Donati all’amore

raccontagli i tuoi versi

brucia le circostanze avverse

non avrai perso mai.

Sospiro

Oh, donna infinita,

la vita è una trappola

senza di te,

le giornate interminabili

senza la tua voce

che riscalda il mio gelo.

Le notti cerco il tuo respiro,

sono un cielo senza stelle,

nemmeno la luna sorride.

Desiderarti e non averti

è insopportabile

(ti odierò se non sarai la mia compagna).

David Foster Wallace

Ho avuto la fortuna di leggere nei giorni scorsi un discorso di David Foster Wallace, lo trovate qui sul blog di Passoinindia.

È rivolto ai laureandi del Kenyon college del 2005, ma è adatto a tutti, giovani e meno giovani.

Tratta di tanti temi e lo fa raccontandoci storie, raccontandoci cos’è la vita per noi adulti, del percorso tra gioventù e vita matura e di tanto altro.

Ci racconta come l’ovvia realtà dei fatti sia così difficile da vedere, di come la banalità delle cose possa a volte portare a fatti tragici.

Ai giovani parla come insegnare a pensare ma soprattutto cosa pensare.

E parla dell’arroganza, un argomento che a me sta molto a cuore, e di come una mente brillante come lui affronta questo tema.

Le persone arroganti, chiuse nella loro presunta superiorità, non permettono a loro stessi di crescere, solo condividendo con gli altri, con persone di cultura ed estrazione sociale diversa, c’è crescita, perché il mondo è condivisione.

Con maggiore analisi critica su se stessi e sulle proprie certezze si avrebbe una qualità della vita migliore, e non solo per se stessi.

Ma è difficile estraniarsi, anche per un attimo dalle proprie certezze, ma non impossibile.

Serve imparare a pensare in modo diverso, il cambiamento, anche se latente, è sempre presente dentro di noi, ma dobbiamo avere l’umiltà di confrontarci con gli altri.

E invece viviamo come se noi, con i nostri problemi, fossimo al centro del mondo, e sono gli altri che non ci capiscono.

Ringrazio Passoinindia per le sue conoscenze e auguro a tutti una buona lettura.