eBook di filosofia: A. Camus, Esortazione dei medici della peste — bibliofilosofiamilano

Albert Camus, Esortazione dei medici della peste In omaggio nel sito della casa editrice Bompiani. “L’Esortazione ai medici della peste, proposto ora da Bompiani in accordo alla Succession Albert Camus e nella traduzione di Yasmina Melaouah, era stata pubblicata in Francia per la prima volta nel 1947, lo stesso anno d’uscita de La peste, ma […]

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Fino a che punto …

Fino a che punto la follia è frutto della nostra mente, fino a che punto i nostri comportamenti sono solo nostri e non anche dettati da meccanismi turbati da variabili imprevedibili che non ci danno il tempo di riflettere?

I raptus, di cui tanto si parla quando si perde il controllo, esistono davvero o sono solo emozioni latenti?

Io ho letto pochissimi libri di psicologia, ma credo che quello che esca, fosse già dentro di noi, quiescente e poi zampillante come un vulcano disturbato da un lungo sonno.

Marco Fantuzzi

ELICONIA

La poesia è bellissima, ma l’incipit è meraviglioso “Vive soltanto chi non torna indietro.” Complimenti!

POESIE SMARRITE

Vive soltanto chi non torna indietro

dalla tetra fuliggine d’ uno sguardo pensoso

luttuosa sfinge dalla parvenza umana

triste pendula d’ Eliconia chiamata

recisa di rabbia dalla tua umida gioia

volevi trionfare con altèra fierezza

celando una maschera di nobile bellezza

sotto i tuoi occhi scuri ed immortali

lontano dai vermi che uccidono la memoria.

Eppure sorridi mentre serri le labbra

di porpora ostinata come le chiassose Erinni

trattenendo la  vita lacrimosa e immorale.

Ti trova la morte, antica sorella

d’affanno ansimando l’anima scontenta,

ma tu, lacerata d’amore e sazia di vita

giammai  verserai la tua rugiada segreta

sui ricordi sbiaditi d’ un’ offerta negata.

Antonio

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Il prato

In un caldo tramonto che sa di afa stagnante,

tra l’erba tagliata, rimescolata di vita,

piccole lumache, in questo tempo che corre.

Strisciano lente la loro bava,

sulle spalle trascinano il loro mondo,

quell’esile guscio è tutto ciò che hanno.

Le guardo, le raccolgo, di nuovo a terra

a strisciare un albero, a lisciare un muretto

correndo via lontano in un tempo infinito.

Marfan's poetry