Mecenate

Mecenate, amico mio,

tu che hai sempre sostenuto

la mia amicizia, “quo vadis?”

Verso cieli limpidi come cristallo

dove la mente umana non può arrivare.

Tu, che hai avuto natali

di umile e apprezzabile origine,

per sempre vivrai

tra terre profumate di ulivi

e l’aria gravata dal sale.

Marfan's poetry

Un ricordo, un incontro

Nei garganici faggi

della tua infanzia

cercasti la strada

che ti portava a me.

Maestose ombre ti coglievano,

ma il sole ti batteva in cuore

e nella mente avevi il vento

che ti spingeva in mare aperto.

Un cammino di pietre e sassi

rafforzò il tuo energico fare,

stemperasti con forza il buio

dipingendo limpidi sorrisi.

Al fine mi trovasti,

sotto un vecchio pioppo,

avevi vent’anni, e come me

una vita da spendere nel tempo.

Dove sei amico mio

Dove sei amico mio,

senza te ho spento la speranza,

senza te non c’è presente, solo ricordo.

Vado avanti, ad inseguire la vita,

ma qualcosa si è fermato quel giorno,

un grigio mattino di novembre.

Esorcizzo la paura della morte

(tutti l’abbiamo in dote)

che può accadermi, cosa temere!

La lucida follia del vivere

non mi mancherà, riempire le ore

per non sentirsi soli, questo siamo noi.

 

Marco Fantuzzi

Un cuore spento

Lentamente batte il cuore,

mentre agito i pensieri

sulla riva del mare.

Dove tu gonfiasti le vele

del tuo lungo navigare

tra isole e scogli solitari.

Novello Ulisse,

niente si spaventava,

forse la morte,

non so.

Arrivò

e tu non ne avesti coscienza

già naufragato,

eri nell’oblio.

Marco Fantuzzi

Quali pensieri?

Ironia tragica questa vita mia,

dove andrai amico,

verso quali lieti lidi?

Sciolti hai i tuoi pensieri,

a noi rimane

la pietà per questo mondo.

Di virtù siam privi

e solo osiam sperare.

Dove trarrò la compagnia

per il mio quieto vivere,

a chi lascerò parole

dei miei pensieri?

Conducimi nei tuoi lunghi viaggi

hai spalle forti per entrambi,

insieme cavalcheremo giorno e notte

fino all’orizzonte del mattino

fino ad una luminosa alba

fino ai confini del mondo.

Montagne inaccessibili e inospitali

mari perigliosi, scuri e ondosi

valli baciate e inondate di luce.

Non lasciarmi solo

nelle mie ambasce

aiutarti potrò

nelle tue quotidiane lotte

per la tua celeste supremazia.

Marco Fantuzzi

Compleanno

Lui non c’è più, mi mancherà per sempre il suo sorriso, quel sorriso che tu fotografasti e che io rivedo tutte le volte che accendo il computer per scrivere i miei pensieri.

Ma soprattutto mi manca la sua voce, le sue parole, che seminava con il piglio di un vecchio contadino, quale si sentiva, ritornare alla sua terra, questo gli mancava.

Ma quel che ha seminato noi lo ritroveremo sempre, nei nostri gesti di tutti i giorni.

Risvegliarsi e rivivere un altro giorno, quello prima della sua morte, quando la felicità cominciava di nuovo a riempire la sua vita.

E tu sfiori il suo ricordo e non ti basta mai, lo sfioreresti per sempre ma lui no, lui non ti avrà più, ma veglierà su di te, sugli amici invadenti, sui tuoi figli, sul tuo candore, sul tuo amore, sul tuo cuore.

Ricordo quel mattino, tu lo aspettavi, lui doveva partire per lavoro per alcuni giorni e invece si stava preparando ad abbandonarci per sempre. Stava sistemando la sua vita, tu eri la sua vita, eri molto di più una famiglia, eri un amore totale, tormentato da anni di indecisioni, ma infine tutto era girato per il meglio.

Ma dietro ogni felicità si annida il dolore, la delusione, il fallimento, nessuno può garantirci di nuovo l’amore se smettiamo di cercarlo, se alziamo dei muri, ma anche davanti a un muro c’è sempre qualcuno che trova la scala giusta, basta cercarla, non esistono muri insormontabili, esistono solo persone tenaci e persone fragili.

Puoi rimanere fragile o cambiare, nessuno ti giudicherà per questo, non io sicuramente, io so cosa fare della mia vita, e anche se non sono un lottatore, conquisterò quella porzione di cielo che mi compete.

Ora non ci rimane che riprendere la nostra vita, lei non si fermerà ad aspettarci, silenziosamente il tempo continuerà a scorrere e non vorremmo un giorno voltarci e vedere che la nostra vita è scorsa inutilmente.

Marco Fantuzzi

Albatro

Oggi ho imparato a volare,

come un albatro

veleggio su questo mondo

osceno e superficiale

(secondo alcuni il miglior mondo possibile).

Il vento mi sospinge

e io mi lascio cullare,

con i miei arditi pensieri

cerco l’amore

(e volerò in alto sopra tutti voi).

Cerco nuove strade

nuovi amici

le ali ben distese

a cercare la giusta corrente

(un’ardua impresa sarà la mia).

L’orizzonte sempre un po’ più in là

si muove con me

non lo temo

ogni giorno una nuova sfida

(ma ci sarà sempre un domani).

Marco Fantuzzi