Dove corri amico mio

Dove corri amico mio? Dove hai corso dovrei dire.

La tua vita è stata una lunga infaticabile corsa

e questo ti ha fatto sentire vivo.

Hai amato molto e sofferto molto,

chi ama meno soffre meno (così dicono).

E io che ho amato meno, perché ora soffro di più?

Tu eri lì a darmi le risposte che non trovavo,

mentre io ti sono stato di ben poco aiuto,

forse con me trovavi quello che non avevi mai cercato,

la serenità, ma io non ne avevo per due,

a me bastava a malapena,

non riuscivo a darla nemmeno alla mia famiglia.

Tu ne avevi due di famiglie,

ma quella d’elezione ti aveva ben deluso negli ultimi anni.

E questo ti ha schiantato, e l’attimo fuggente ti ha portato con sé.

Marco Fantuzzi

In memoria di…

Perché abbiamo paura della morte,

lo sapevamo che eravamo di passaggio,

perché piangere

se non hai nulla da rimproverarti.

Una moglie,

due figli,

i vecchi genitori,

gli amici.

Per tutti avevi tempo

meno che per l’amore.

Oh, donne ne avesti

ma l’amore lo cogliesti

solo alla fine della tua breve vita.

E adesso chi sei:

una farfalla

una colomba

o un giaguaro?

Ricordo ancora i tuoi pensieri

oggi come ieri,

e li serbo per me soltanto.

Marfan's poetry

In ricordo di un amico

Vai, amico mio, sui cammini ardenti

che solcare giammai potrò

in tua compagnia.

Il cielo trent’anni ci ha concesso,

e buon uso ne abbiamo fatto,

ora questo canto ci separa.

Irresponsabile tempo che privi noi,

tuoi umili servitori,

della gioia dell’effimera compagnia.

Che tormento il pensiero mio,

sempre obnubilato da foschi intendimenti.

Un cuore sfilacciato dagli anni

e mai più raccolto,

ansima e si strugge nella solitaria assenza.

E non mi basta

l’azzurro limpido del cielo,

la rugiada di un freddo mattino,

per emozionare il mio cuore.

Lui è morto con te,

solo ogni tanto lo ravvivano

le liriche greche e latine che tanto amo.

È angosciante accettare la vita

senza i tuoi consigli,

non potere più guardarti negli occhi,

sorridenti di vita.

Ti ho carpito tutta la ricchezza

di cui ero capace, e la speranza

è di trasmettere ciò a chi vorrà seguirmi.

Ma impervia è la strada che a me conduce,

irta di ostacoli e di scalcinati pensieri,

di odi sublimi e di malcelate attenzioni

alla Voce che ogni giorno mi chiama.

Ed io debbo ascoltarla e ammansirla

con la mia dolcezza, non sconfiggerla,

impossibile è questo compito, ma accoglierla

tra le braccia come una bella donna.

Un saluto a te che alla terra natia sei tornato,

tra campi di grano che ridono al sole,

battuti da un vento impietoso,

sul tuo amato Tavoliere.

E la tua sposa piange, amico mio,

ogni ora della sua vita,

perché così le aggrada.

Nessun uomo le strapperà più il suo cuore,

troppa vanità lo spirito suo

quando sapeva di averti tutto per sé.

E la gelosia di saperti amico

di altre donne era per lei,

figlia del sole, insopportabile,

come la luna che ansima

al brillare delle stelle.

Ora il tuo sonno è auspicio di lungo riposo,

spavaldo lottatore, avrai l’eternità

per aspettare chi ti ha amato,

che altro non chiede

che un nuovo incontro.

E sotto i pioppi che seminano neve

nella tarda primavera,

rivivremo il nostro incontro,

i nostri ventanni,

la nostra luce,

i nostri splendori.

 

Marco Fantuzzi

23-11-2015

Compleanno

Lui non c’è più, mi mancherà per sempre il suo sorriso, quel sorriso che tu fotografasti e che io rivedo tutte le volte che accendo il computer per scrivere i miei pensieri.

Ma soprattutto mi manca la sua voce, le sue parole, che seminava con il piglio di un vecchio contadino, quale si sentiva, ritornare alla sua terra, questo gli mancava.

Ma quel che ha seminato noi lo ritroveremo sempre, nei nostri gesti di tutti i giorni.

Risvegliarsi e rivivere un altro giorno, quello prima della sua morte, quando la felicità cominciava di nuovo a riempire la sua vita.

E tu sfiori il suo ricordo e non ti basta mai, lo sfioreresti per sempre ma lui no, lui non ti avrà più, ma veglierà su di te, sugli amici invadenti, sui tuoi figli, sul tuo candore, sul tuo amore, sul tuo cuore.

Ricordo quel mattino, tu lo aspettavi, lui doveva partire per lavoro per alcuni giorni e invece si stava preparando ad abbandonarci per sempre. Stava sistemando la sua vita, tu eri la sua vita, eri molto di più una famiglia, eri un amore totale, tormentato da anni di indecisioni, ma infine tutto era girato per il meglio.

Ma dietro ogni felicità si annida il dolore, la delusione, il fallimento, nessuno può garantirci di nuovo l’amore se smettiamo di cercarlo, se alziamo dei muri, ma anche davanti a un muro c’è sempre qualcuno che trova la scala giusta, basta cercarla, non esistono muri insormontabili, esistono solo persone tenaci e persone fragili.

Puoi rimanere fragile o cambiare, nessuno ti giudicherà per questo, non io sicuramente, io so cosa fare della mia vita, e anche se non sono un lottatore, conquisterò quella porzione di cielo che mi compete.

Ora non ci rimane che riprendere la nostra vita, lei non si fermerà ad aspettarci, silenziosamente il tempo continuerà a scorrere e non vorremmo un giorno voltarci e vedere che la nostra vita è scorsa inutilmente.

Marco Fantuzzi

28 Agosto

28 Agosto

Oggi avresti compiuto 54 anni, ma la stagione dei compleanni è terminata. Non più feste insieme, la stella del tuo smisurato ottimismo si è spenta e io fatico a considerare tutto questo un capitolo, seppur lungo, della mia vita. La vita continua, certo, ma a quale prezzo, io, che mi sono tante volte aggrappato per non scivolare, ora sto franando in giornate prive di pensieri.

Mi piace pensare che un giorno ci rivedremo e avremo tutta l’eternità per vegliare di lassù ciò che abbiamo seminato, e rideremo delle nostre brevi vite terrene, degli sbagli, delle gioie, degli amori e financo dei dolori.

Questa poesia è per onorare il tuo ricordo.

Amico

Amico dove sei

non sei mai solo,

sempre profumo di fiori

sulla tua nuda terra.

Amor donasti

a chi lo raccoglieva,

giammai ne fosti privo

col cuore immenso

che batteva in te.

Ora il tuo spirito

batte in tutti noi,

non sei mai solo

amico dove sei?

Marco Fantuzzi

Un cuore

Un cuore sanguinante,

eppur pulsante,

mai si rassegnerà.

Gonfierà vele immense

e solcherà mari mai visti,

per cercare lo spirito

che qui lasciasti.

Spianerò monti

per accorciare il cammino,

getterò ponti

su abissi di dolore,

ma alfine,

col cuore in mano,

ti rivedrò

negli occhi di un altro.

Buon Anno

Siam giunti ormai alla fine,

un vecchio se ne va

e un bimbo arriverà.

Ricordi e speranze

per riempir del cuore

le sue stanze.

Ho perso un amico

che mai scorderò,

ma vana è la vita

se vivi nel passato.

Vivrò il presente

con l’ardor

che mi compete.

Abbatto i muri

e lascio aperto il cuore,

altri amori arriveranno

a riempirmi il futuro.

Benvenuto Anno Nuovo!

 

Marco Fantuzzi