L’oro del grano

L’oro del grano

sui tuoi capelli ho posto

e sul chiaro tuo viso

il bianco lume della luna.

E dipingo le tue braccia

come rami avvinghianti

a strapparmi il cammino,

così lontano da qui

che a stento

trascende il passo tuo.

Marfan's poetry

Nella diversità ho trovato rinforzo

Nella diversità ho trovato rinforzo

alle mie inquietudini di uomo solo,

nell’altrui persona ho cercato il mio io

che ho cercato invano dentro me stesso.

Di versi ho riempito lo stupore

per mondi diversi dal mio,

quello che non avevo era lì per essere colto,

per essere raccolto da un abbandono.

Sei in un mondo imperfetto, caro amico,

ma fai della solitudine una forza,

non una malinconia che distrugge il tuo cuore,

bacia la vita che non ti appartiene,

dagli un senso nell’appartenenza agli altri.

Un incontro di mondi diversi ci farà crescere

un giorno abbatteremo  tutti i muri che ci separano,

l’amore farà questo miracolo, niente altro.

Marfan's poetry

Ma nei miei occhi

Ma nei miei occhi

ci sei solo tu,

solo il tuo sguardo

insegue le mie notti.

E grondo sudore

dentro il letto sfatto,

stringo un cuscino

di lacrime bagnato.

È solo un sogno

il viso tuo

che mi sfiora

che accende il mio cuore.

Donna selvaggia e schiva

un’unica rosa in un roveto

coglier non potrei

quell’unico cielo.

Marfan's poetry

Ho amato il tuo corpo

Ho amato il tuo corpo, solo quello,

come si può amare un’idea, un’ideale,

io amo come vivo, sono un lussurioso amante

della pelle femminile, delle sue forme perfette,

delle sue oscure profondità, degli occhi,

degli sguardi che cadono su di me,

sul mio misero sesso.

Marfan's poetry

Firenze

Firenze, che splendida città

la prima volta

la visitai prima di nascere

che fatica scalare i gradini

del Duomo

ma che magnifica visione lassù.

Ci tornai grandicello

e mi sembrò ancor più bella

e dovevo ancora

conoscere l’amore.

Dovrei tornarci ora

all’inizio della vecchiaia

e succhiarne ancora

i suoi capezzoli.

Marfan's poetry

Ora non voglio più scrivere

Ora non voglio più scrivere,

e senza parole non è vita per me,

cosa rimane su una bocca muta!

Rimane forse il dolce sapore del miele

Che succhiavo con avidità

Nei nostri fugaci incontri.

Quando stringevo, impudicamente,

il tuo corpo, e risvegliavo i sensi

del contatto così a lungo cercato.

Ora tutto questo è dissolto

Nell’aria fine di questo mattino,

tu non ci sei e le ore sono lunghe e stanche.

Marfan's poetry