1961

1961, è cominciata lì la mia sofferenza per la vita, la mia paura della solitudine, il sentirmi solo e inadeguato in questo mondo in perenne accelerazione.

Ero un bambino, ancora non remigino e già la vita mi aveva posto una sofferenza indicibile, mia madre era in un letto d’ospedale, pesantemente ingessata, fratturata e in fin di vita per una commozione cerebrale, spazzata via da una motocicletta della polizia in una folle corsa impegnata a rincorrere il vento e a seminare foglie per strada.

Era l’inizio dell’autunno e la similitudine è calzante, chissà se nasce lì il mio amore per l’autunno, per i suoi colori, l’abbandono delle foglie per una nuova vita da rinascere nell’altra stagione che amo.

Mi piacciono le mezze stagioni che non sai mai cosa ti promettono: un giorno luce, l’altro vento, un giorno l’arcobaleno, l’altro una nebbia profonda.

Invece le stagioni piene ti portano solo caldo o solo freddo, anche se dicono che non ci sono più le stagioni di una volta…

Marco Fantuzzi

Pensieri d’autunno

Un vento impetuoso

soffia parole nei nostri pensieri

e ci porta profumo di castagne,

l’umido dei boschi,

il vino fresco di vendemmia.

Si sposano freschi sapori di montagna,

di foglie accartocciate

di passi su foglie ingiallite.

Ricordi di gioventù

profumi di pini e castagni

di aria fina, di cieli tersi.

E acque limpide

in cui sfuggono trote in cerca di felicità.

Marco Fantuzzi