C’è un mondo

C’è un mondo là fuori e questo mi spaventa,

mi spaventa la frenesia ormai fuori controllo,

mentre osservo il placido volare di un airone.

Mi spaventa l’ipocrisia e la falsa indignazione

mentre ripenso alla calma naturale di mia nonna,

al mondo scomparso della mia giovinezza.

Ripenso al bambino che ero tra il verde dei prati,

tra l’oro del frumento inframezzato di papaveri,

alle mani violacee dell’autunno colme di uva.

A un mondo sognato che non esiste più.

Marfan's poetry

Io bambino

Parlo, amo, odio

respiro il mio mal di vivere

nell’isolamento.

La forza per continuare

per ritornar bambino

tra le braccia dell’amore.

Cullato in sogni

più grandi del mondo stesso

crescevo grande come una quercia

ma delicato come un profumato

fiore di maggiociondolo.

La vita intorno profumava

di tigli, campanelle e papaveri,

i colori della nostra bandiera.

Quanta sofferenza

nell’infanzia che portò alla giovinezza.

La morte sfiorò la mia giovane madre

la calpestò di segni indelebili

e uccise lentamente la speranza.

Io ho ricordo di questa indicibile sofferenza

che pervase per sempre la vita mia.

Iniziò lì il mio mal di vivere

e avevo solo sei anni!

 

Marco Fantuzzi

Il parco di giugno

Il parco profuma di tigli,

son passi lenti

stropicciati sulla ghiaia,

senza fretta alcuna.

L’aria rinforza,

forse un temporale

bagnerà l’aria

così pulita e asciutta.

Lui si affaccia curioso

dalla sua carrozzina

e mi guarda incerto,

aspettando un sorriso.

Fresco, sotto il suo ombrellino,

ignaro della sua lunga crescita

si affaccia al mondo

tra le braccia dell’amore.

 

Marco Fantuzzi

Un tempo bambino (un’altra vita)

Marco_marzo 1961

Questo non è più il mio tempo,

di quando bambino riempivo

la mia testa di fantasie.

Con la mia spada verde e gialla

(che papà mi comprò)

uccidevo draghi e cavalieri.

Con i quaderni colorati

(che mamma mi comprò)

uccidevo la noia

delle giornate piovose.

Ma con la mia rossa bicicletta

(che zia mi comprò)

correvo a perdifiato

nella verde campagna.

Ora non corro più

lascio agli altri questa gioia,

altre riempiono la mia vita

più adatte alla mia età.

Ma tornerei volentieri

ad una vita da ricominciare,

senza memoria di questa:

semplicemente un’altra vita.

Marco Fantuzzi

(marzo 1961)