Dove corri amico mio

Dove corri amico mio? Dove hai corso dovrei dire.

La tua vita è stata una lunga infaticabile corsa

e questo ti ha fatto sentire vivo.

Hai amato molto e sofferto molto,

chi ama meno soffre meno (così dicono).

E io che ho amato meno, perché ora soffro di più?

Tu eri lì a darmi le risposte che non trovavo,

mentre io ti sono stato di ben poco aiuto,

forse con me trovavi quello che non avevi mai cercato,

la serenità, ma io non ne avevo per due,

a me bastava a malapena,

non riuscivo a darla nemmeno alla mia famiglia.

Tu ne avevi due di famiglie,

ma quella d’elezione ti aveva ben deluso negli ultimi anni.

E questo ti ha schiantato, e l’attimo fuggente ti ha portato con sé.

Marco Fantuzzi

Anna Paglia – L’altro lato del sogno

Si è aperta da pochi giorni, presso le Scuderie di Palazzo Ducale, site in Via Roma, 12 a Castelnovo ne’ Monti, l’esposizione di pittura “L’altro lato del sogno”, di Anna Paglia.

Se siete cultori della bellezza non dovete lasciarvela scappare, e poi un giro nel nostro Appennino vale sempre la pena di essere fatto.

Anna, con cui ho avuto modo di chiacchierare il giorno dell’apertura, peraltro rimandata da mesi a causa della recente pandemia, è un’artista locale che ha avuto grande successo in Italia e in Europa, come potrete leggere visitando il suo sito www.annapaglia.it.

Desidero porre qui l’accento sulla bellezza delle sue opere, ricche di colore ed intensità, frutto della passione per questa arte: si tratta di tele di varie dimensioni che hanno per oggetto figure astratte e paesaggi tratti dalla sua fervida immaginazione.

Dipinge con tecnica mista, soprattutto acrilici, con pennellate di grande accuratezza; io non sono un esperto del settore, ma un artista della parola ed ho potuto guardare le sue rêveries da un diverso punto di vista che non sia quello di un addetto ai lavori o un cultore del mondo dipinto: ne ho tratto diversi spunti che approfondirò nel mio lavoro.

Anna è una donna molto attenta all’ascolto, alla parlata e alla sperimentazione, spero abbiate l’occasione di conoscerla ed apprezzarla.

La mostra è aperta fino al 19 luglio, dal venerdì alla domenica, dalle ore 16 alle ore 19, mi auguro che passiate di qua per rimanere affascinati così come lo sono stato io.

Pittura surrazionale, movimento surrazionalista sono termini che non conoscevo, ora non più.

Grazie Anna!

Vi lascio con una sua poesia, presa dal catalogo della mostra, dal titolo Risvegli:

Al lumeggiar dell’alba

bussano pensieri intorpiditi

violentano i miei giorni

come tele di Fontana.

Nel tentativo inutile

di mitigarne le lacerazioni

li cospargo di colori

compongo così

il quadro della mia vita.

Per ulteriori informazioni potete contattare la biblioteca Raffaele Crovi

biblioteca@comune.castelnovo-nemonti.re.it

Buona visione

Marco Fantuzzi

Un tralcio penzolante

Un tralcio penzolante mi ricorda la mia vita

(e quella di tutti)

appesa ad un filo lungo e sottile in balia dei venti

(e dei nostri pensieri).

L’amore e la morte ne tengono i capi,

loro decidono i nostri destini.

Il piacere e il dolore

attraversano quel debole spago,

lo fanno vibrare

spezzando l’incantesimo.

Tra mura ingiallite di pianto

Tra mura ingiallite di pianto

è rimasto l’odore del silenzio,

qualche scricchiolio, nient’altro.

La casa è desolata

come una terra abbandonata,

fredda come il mio cuore.

Ho spento l’ultima brace

che scaldava il mio letto bambino

col tepore caldo di nonna Teresa.

Sembra banale ripensare

ai suoi tortelli di zucca

sulla cucina economica,

al calore di una vecchia famiglia.

Marfan's poetry

Fino a che punto …

Fino a che punto la follia è frutto della nostra mente, fino a che punto i nostri comportamenti sono solo nostri e non anche dettati da meccanismi turbati da variabili imprevedibili che non ci danno il tempo di riflettere?

I raptus, di cui tanto si parla quando si perde il controllo, esistono davvero o sono solo emozioni latenti?

Io ho letto pochissimi libri di psicologia, ma credo che quello che esca, fosse già dentro di noi, quiescente e poi zampillante come un vulcano disturbato da un lungo sonno.

Marco Fantuzzi

Il prato

In un caldo tramonto che sa di afa stagnante,

tra l’erba tagliata, rimescolata di vita,

piccole lumache, in questo tempo che corre.

Strisciano lente la loro bava,

sulle spalle trascinano il loro mondo,

quell’esile guscio è tutto ciò che hanno.

Le guardo, le raccolgo, di nuovo a terra

a strisciare un albero, a lisciare un muretto

correndo via lontano in un tempo infinito.

Marfan's poetry