C’è un’isola deserta nel tuo cuore

C’è un’isola deserta nel tuo cuore

dove disperdi il sorriso tra le onde,

c’è sabbia fine come il tuo candore

che riversa pensieri sulle sponde.

C’è questo mare blu cobalto

che rinfresca la tua chiara pelle,

c’è l’orizzonte, quel gran salto

oltre l’infinito, tra le stelle.

C’è l’universo scolorito dei tuoi sogni

che bambina leggevi nelle favole,

c’è soltanto l’amore dei bisogni

che disperdi nel cielo tra le nuvole.

C’è la tua vita, solamente quella

che vuoi vivere come più ti aggrada,

c’è il dolce brillare di una stella

e il colore iridescente della giada.

L'immagine può contenere: testo

Esilio ed estraniazione

Esilio ed estraniazione, come si fa a parlarne se, pur non essendoti mai allontanato dalla tua città natale, ti senti all’improvviso fuori tempo e fuori luogo, immerso nella solitudine dei luoghi che hai tanto amato e che ancora ami.

 

Marco

Il giardino delle rose

Care amiche ed amici,

mi sono dimenticato di dirvi che anche stavolta WRITERS ha pubblicato un mio racconto, quello del titolo. Orribile dimenticanza per i miei affezionati lettori. Chiedo venia, non mi cospargo il capo di cenere, perché i capelli stanno diventando grigi comunque.

Passate di qua, c’è tanta altra brava gente che ha piacere di farsi leggere, e potete contattare Elena, la nostra direttrice, sempre in cerca di persone che condividano la nostra passione, qui sotto la mail a cui potete scrivere:

writers.blogmagazine@gmail.com

e qui il collegamento al sito, da dove potete anche scaricare la rivista

https://writersezine.wordpress.com/

Buona lettura e spero di trovarvi presto compagni di viaggio.

 

Marco Fantuzzi

Writers N.16

E’ online il n.16 della rivista Writers, a cui ho contribuito con la pubblicazione di un racconto. Il tema era “I luoghi che abbiamo nel cuore.” Potete leggere e scaricare la rivista agli indirizzi sotto riportati. Buona lettura.

https://drive.google.com/open?id=1UNLkZVmtV9vwy7QTMtdfnlDl0wViK9sU

 

In italia si muore ancora di freddo

In Italia si muore ancora di freddo, a nord come a sud, la notte è lunga d’inverno, sembra non finire mai, ai margini delle stazioni, nei cantieri, nei parchi, nelle fabbriche abbandonate.

Il nome è sconosciuto, non aveva documenti, ma poco importa, uno dei tanti senzatetto che aumentano ogni giorno, costretti a vivere nell’illegalità per sopravvivere.

Di giorno questo parco è un oasi felice, giovani che fanno jogging nelle loro tute colorate, cani liberi dal guinzaglio e poco lontano pensionati sul campo di bocce.

Ma la notte è un inferno, quando i lampioni si abbassano sull’oscurità e la gente per bene se ne va, escono i derelitti con i loro sacchetti pieni di cianfrusaglie, e se va bene una birra scadente e una scatoletta scaduta.

Cristiano, passatemi il nome, non aveva talenti da spendere come l’omonimo calciatore che desidera l’ingaggio raddoppiato, perché 21 milioni all’anno non lo gratificano, non lui no, lui veniva dall’Africa più profonda e antica (forse qualcuno dimentica che noi veniamo da lì), dove il sole brucia letteralmente la pelle e l’acqua è merce rara.

Era fuggito da un orrore di guerra, ma anche qui non aveva trovato pace, perché è qui che nascono le guerre, nel nostro mondo occidentale, nella nostra civiltà che consuma sulla pelle degli altri, e ogni tanto si ripulisce la coscienza con la beneficenza, scusate la rima, non è una poesia, anche se gli uomini dovrebbero vivere più spesso in modo poetico.

Marfan

28/01/2018

Un vecchio scheletro

Un vecchio scheletro di rami

seccati dal sole,

come foglie accartocciate

su vecchi muri di pietra in disuso.

Muri dipinti dal tempo che fu

vecchie finestre ingiallite

da un mondo perduto

su ombre nascoste nella vivida luce.

 

Marco Fantuzzi