L’impeto ferrigno

L’impeto ferrigno che lui sospinge

trafigge il tuo candore, la chiarità degli occhi tuoi,

e inchini il tuo viso, cedendo le membra

al mio volere di uomo, cucito dal dolore degli anni.

Sento gli affanni dei suoni frementi e palpitanti,

come steli piegati dal vento nel tremolio del risveglio,

e adagi ora gli anni tuoi sulle mie braccia consunte

mentre spogli la florida tua vita, tra l’amore di una dolcezza infinita.

Marco Fantuzzi

Lettera non spedita

Sono giorni che non ti scrivo

mi sono chiuso nel mio muto stupore

di ascoltare me stesso

e nessun altro.

Non trovo parole nel mio vocabolario

la lingua è incollata al pensiero

e non c’è effluvio di vocali e consonanti.

Occhi velati che non vedono

la bellezza che emani

il tuo etereo candore.

I tuoi delicati sensi

giungono a me

ma io non li colgo.

L’udito è ottuso, soffocato

mentre vorrei cogliere

il tuo spirituale pensiero.

Terra e mare siamo noi

aria e fuoco.

Marco Fantuzzi

Compleanno (di un’amica)

Dove sei angelo mio,

non certo in paradiso,

lungo è ancora il tuo cammino,

ma io non sono al tuo fianco.

Io che mi accontenterei

di calpestare i tuoi passi

(senza raggiungerti mai)

estasiato dal candore che emani

assillato da mille e mille pensieri.

Luce e ancora luce emana il tuo viso

dove il tempo ha scavato i suoi anni

tra i grovigli ansiosi di una lunga vita.

Ma il sorriso ti dona

una giovinezza sconosciuta,

i tuoi sensi mi inebriano

la tua pelle profuma.

Gli anni non sono passati invano

ma io dovrò sempre rincorrerli

per un briciolo di felicità.

Marco Fantuzzi