È caduto il cielo

È caduto il cielo,

ma ormai era in disuso,

nessuno più si rivolgeva a lui

e incurante egli dimenticò

uomini e donne.

Nemmeno le preghiere ascoltava più,

e scendere continuava

su queste persone

senza fede alcuna.

Malanimo di un mondo,

che ognora non dà pace

eppure un dì era sì loquace!

Marco Fantuzzi

Dov’è il tuo amore?

Dov’è il tuo amore?

Passa il tempo

e ti conduce paziente

in cima ai tuoi giorni.

Vedi il bianco Ippogrifo

planare ad ali distese

su una lattiginosa luna

in cerca di virtù perdute.

Ascolti il fischio del vento

che ti porta le sue parole,

ma senti lacrimare

il cielo insieme a te.

Ti riga il volto

questa tristezza infinita,

lucida un viso

cui gli anni son sfuggiti.

In faccia hai il colore della terra

le lacrime il sapore del tuo mare

gli occhi il brillare del tuo cielo

e nell’aria desiderio d’amore.

Forte e fragile

come un amore calpestato,

dona e ricambia

il tuo rinnovato vigore.

Riempi i vuoti dell’anima

con il tuo spirito migliore,

non lasciare solo chi ti ama

non lo abbandonare.

Riempi d’amore il tuo domani!

 

Marco Fantuzzi

Perduta

Le sue labbra ho perso,

sepolte nelle notti bruciate

dal fuoco che ancora

alimenta il rogo mio.

Era una donna impossibile

per le mie fragili mani,

delicate come vasi di cristallo.

Il suo passo leggero,

la sua risata argentina,

il sussurro della sua voce.

Tutto poteva stare nel mio cuore,

come un lago a primavera

che accoglie nuove vite in sboccio.

Non ti ho mai avuta,

ci siamo cercati

in due mondi diversi,

impossibile incontrarsi.

Ma tra cielo e stelle

un dì ci rivedremo,

sotto una luna immota

come il cuore che ti ha atteso.

Marco Fantuzzi

Buona domenica a tutti! Un sorriso!

La forza che attraverso la verde miccia sospinge il fiore – Dylan Thomas

La forza che attraverso la verde miccia sospinge il fiore
Sospinge la mia verde età; quella che spacca le radici agli alberi
È la mia distruttrice.
E io sono muto per dire alla rosa contorta
Come la mia giovinezza è piegata da identica febbre invernale.

La forza che l’acqua sospinge attraverso le rocce
Sospinge il mio rosso sangue; quella che asciuga alla foce le correnti
Le mie trasforma in cera
E io sono muto per gridare alle mie vene
Come alla fonte montana la stessa bocca sugge.

La mano che mulina l’acqua allo stagno
Agita sabbie mobili; quella che allaccia il soffiare del vento
Tende la vela del mio sudario.
E io sono muto per dire all’impiccato
Come della mia creta sia fatta la calce del carnefice.

Dal capo della fonte le labbra del tempo risucchiano;
Amore stilla e si raccoglie, ma il sangue versato
Allevierà le piaghe del mio amore.
E io sono muto per dire al vento della stagione
Come attorno alle stelle il tempo abbia scandito un cielo.

E io sono muto per dire alla tomba dell’amante
Come lo stesso verme contorto s’avvia al mio sudario
The force that through the green fuse drives the flower

The force that through the green fuse drives the flower
Drives my green age; that blasts the roots of trees
Is my destroyer.
And I am dumb to tell the crooked rose
My youth is bent by the same wintry fever.

The force that drives the water through the rocks
Drives my red blood; that dries the mouthing streams
Turns mine to wax.
And I am dumb to mouth unto my veins
How at the mountain spring the same mouth sucks.

The hand that whirls the water in the pool
Stirs the quicksand; that ropes the blowing wind
Hauls my shroud sail.
And I am dumb to tell the hanging man
How of my clay is made the hangman’s lime.

The lips of time leech to the fountain head;
Love drips and gathers, but the fallen blood
Shall calm her sores.
And I am dumb to tell a weather’s wind
How time has ticked a heaven round the stars.

And I am dumb to tell the lover’s tomb
How at my sheet goes the same crooked worm.

Dylan Thomas
(traduzione di Roberto Sanesi)

Fotografo pozzanghere

Fotografo pozzanghere,

lì, dove si specchia

tutto il nostro mondo.

Attendo lacrime dal cielo

per riempire le buche

del nostro cammino.

Fiori e colori emergono

dal nostro evanescente vissuto,

fatto di lunghe attese

ed esplosive rinascite.

Ogni stagione

ha le sue pozzanghere,

i suoi ricordi,

i suoi colori.

E io sono lì,

immortalo quadri di riflessione,

dove la vita ha scavato il suo tempo.

Marco Fantuzzi

Che cielo guardai

Che cielo guardai negli occhi tuoi

verdi, del mare più splendente,

figlia di acque limpide e sonnolente terre.

Grazia baciai il giorno

che levasti gli occhi su di me,

ventanni per il tuo ritorno,

ma alfine giungesti a colorare gli anni miei.

 

Marco Fantuzzi