È tarda sera

È tarda sera, volano alti gli aironi

E il cielo par che pianga grossi fiocchi

Che accendono i primi bagliori.

Ascolto il cuore,

Nelle risa e nelle urla di scapigliati infanti,

E sui rami si scaldano le piume

Per questa notte primaverile.

Zeus di lassù se la ride di questa pace agreste,

le fiamme nelle mani, pronte allo scaglio

e par che dica: bruciata gioventù.

E i giovani merli, nel loro fuligginoso andare,

Saltellano ai miei piedi,

e brilla l’arancio che muove la terra

in cerca di una vita che li sostenga.

Passeggiano nonni e mamme

A vegliar giovani virgulti

A rimembrare i loro giochi,

di un’infanzia mai sopita

di affanni incerti diluita.

Tra legni colorati dipinti scivoli su cui gettare la vita,

lontano i prati sono macchie colorate,

nella corsa estrema son magliette sudate.

 

Marco Fantuzzi

09-05-2016

Quali colori?

Dal mare emerge nebbia

ad oscurare il cielo,

a nasconder la terra

e le nere navi del pensiero.

Triste presagio di morte,

lugubri uccelli neri

tra la canuta nebbia,

a seppellire i morti.

Figli di un’ira mai celata

figli dell’odio

figli di altri uomini.

Odio, guerra, morte,

cuori che nulla temono

nemmeno il sorgere del sole

sulle loro carneficine.

Quali amori dovremo blandire

quali dolori dovremo lenire

quali colori accenderemo

sullo scorrere del tempo?

Marco Fantuzzi