Tu passeggi

Tu passeggi e non volgi a me lo sguardo,

pallida luna,

guardi il tuo amante con malcelato sorriso,

da anni v’incontrate ogni giorno,

gli hai promesso l’eternità,

come a un Dio, ma niente è eterno.

Il tempo rende vano ogni sforzo,

il tuo Dio un giorno esploderà

e tutto seppellirà,

ma una domanda urge: Noi ci saremo?

Marfan's poetry

Mecenate

Mecenate, amico mio,

tu che hai sempre sostenuto

la mia amicizia, “quo vadis?”

Verso cieli limpidi come cristallo

dove la mente umana non può arrivare.

Tu, che hai avuto natali

di umile e apprezzabile origine,

per sempre vivrai

tra terre profumate di ulivi

e l’aria gravata dal sale.

Marfan's poetry

Una fonte di perpetua vita

Così definiva Virginia Woolf le parole, poche decine di caratteri capaci di germogliare tra cuore e mente, capaci di descrivere i sentimenti più dolci e i gesti più atroci: questa è la vita dell’uomo, di cui tutto è un lascito.

Macchie d’inchiostro a sporcare pagine su pagine, libri su libri, a raccogliere la polvere che gli anni e i secoli su di loro si depositeranno. E non basterà una vita intera, nemmeno cent’anni di solitudine, per leggerli tutti.

Frasi che ci raccontano di noi, poveri adulti, così pieni di sé, che alternano nobili sentimenti a un odio infinito, con la stessa facilità con cui la luna si alterna al sole e mentre nei piccoli, cerchi sempre la speranza, sul tempo che scorre, un velo di polverosa rugiada inceppa gli ingranaggi, il cuore inaridisce senza movimento alcuno, si secca come un limone al sole (staccato dal ramo), di cui rimane solo la ruvida scorza.

E l’anima in questo trambusto dov’è finita, preda dei singulti di un motore che rallenta, sputacchia e fuma? Ma se qui la vita si è arresa, su quaderni di delicato candore ingialliranno le lacrime di questi occhi stanchi che ci hanno raccontato come perpetuare la vita.

Marco Fantuzzi

03-09-2015

…Senza nome

È un vento impetuoso

che piega i rami,

spezza le reni ma

a fatica mi inginocchia.

Oh, torbido venticello!

Eolo, dovrai fare di meglio

che impetuosi fortunali,

io sceglierò le nuvole lontano.

I miei globi scintillanti

scioglieranno il gelo dalle spalle,

e fauci arenate dal destino

soffieranno su pianure assolate.

Ed io forte come un Dio

scaglierò lontano la strada

che mi porta all’orizzonte,

cerco l’eternità e la troverò.

Marco Fantuzzi

…Tu

Quale quieta dolcezza

distende il tuo viso,

la calma di un lago di montagna

in cui specchiare la mia età.

Raccogli i miei pensieri

i miei sguardi furtivi

i malcelati desideri.

Ti prego

guardami e sorridi,

sciogli i fili

che imprigionano il mio cuore.

Tramonta il sole

sulla mia vecchia età,

tu puoi fermare il tempo

per una dolce eternità.

Marco Fantuzzi