Indirizzare i propri pensieri

Ci sono persone che dicono che per indirizzare le proprie esperienze bisogna saper indirizzare i propri pensieri. Credo che pochi abbiano le idee chiare su come mettere in pratica questo pensiero. Troppo spesso i nostri sentimenti prevalgono sulle scelte razionali e ci portano a compiere azioni che per proteggere qualcuno, siano essi figli, genitori o amici, ci portano lontano da quello che egoisticamente vorremmo per noi.

Se non abbiamo l’autostima necessaria per pensare prima a noi stessi non riusciremo a realizzare i nostri obiettivi. La vita è sempre un compromesso, solo chi non ne accetta può veramente ambire a indirizzare i propri pensieri, solo un ego molto grande può portarci molto in alto. È bello dire che siamo in grado di comprendere che ci meritiamo ogni sogno che siamo in grado di evocare e che per ottenere ciò non servono sangue, sudore e lacrime.

È molto utopistico pensare che solo con la nostra immaginazione e le nostre credenze riusciremo a realizzare le nostre aspettative. Non siamo in un mondo perfetto, mille variabili entrano in gioco, migliaia di persone interagiscono con la nostra vita, è difficile pensare di poter tenere sotto controllo tutti gli avvenimenti di cui facciamo parte. Questo non è il paradiso dove tutti sono sorridenti come nella pubblicità del caffè Lavazza.

Qui di continuo c’è qualcuno che ti mette i bastoni fra le ruote. Secondo molte persone niente è impossibile da realizzare, ma è facile vantarsene quando il successo l’hai ottenuto. Mi sarebbe piaciuto ascoltare quelle persone quando il successo era ancora di là da venire. È troppo facile sbandierarlo quando si è realizzato quello che si voleva ottenere. Ma quante persone hanno fallito nel perseguire i propri obiettivi? Perché nessuno ne parla? La sconfitta non è considerata accettabile? Ma la vita è un mix di sconfitte e vittorie, di gioie e dolori. La nostra vita è tutto questo.

Marco Fantuzzi

Il sole del mattino

Il sole del mattino

non illumina il mio cuore

perché tu non ci sei

ad accenderlo.

Il nostro amore

si è consumato

come una candela.

Non spaccava le montagne

non ha abbattuto i muri

che ci circondavano

non glielo abbiamo permesso.

Non ci siamo lasciati travolgere

dalla passione.

Marfan's poetry

Bramosia di sterminio

Bramosia di sterminio

l’uomo è un pazzo

solo un animale irrisolto.

Può togliere la vita

ad un innocente,

ma si sa l’uomo

è un animale giovane.

Il suo cervello

non ha equilibrio

dopo milioni di anni

è ancora in via di formazione.

I neuroni sono fragili

le sinapsi incerte

ogni giorno bruciano contatti

(quelli veri non quelli virtuali).

L’uomo ama l’odore del sangue

su questo nessun dubbio,

sangue bruciato,

putrefatto,

disgregato,

si sente ancor più vivo

se può ammazzare liberamente.

Marco Fantuzzi

Stefano Fresi

Nell’ambito della rassegna “Autori in prestito” a cura di Paolo Nori, si è svolto ieri, presso la Biblioteca Raffaele Crovi di Castelnovo ne’ Monti, un incontro con Stefano Fresi. Per chi non lo conosce è uno dei protagonisti della trilogia “Smetto quando voglio” ed è apparso nella fiction “Il nome della rosa”, queste solo le ultime apparizioni sullo schermo.

L’incontro è iniziato raccontando di come i registi sviluppano e condensano sullo schermo le parole che traggono dai libri a cui a volte si ispirano e come esempi ci ha parlato de “Il nome della rosa” (il film di J.J.Annaud con Sean Connery e non la fiction a cui ha partecipato) e Padre padrone dei fratelli Taviani tratto dal libro autobiografico di Gavino Ledda.

Ma la parte che è venuta fuori nell’incontro e che mi è piaciuta maggiormente è quella relativa alle musiche dei film, e Fresi non parla da sprovveduto: è diplomato al Conservatorio, canta e compone.

Ci ha spiegato di come le note sono formate da 16 armoniche, ci ha spiegato le consonanze e le dissonanze e di come sono utilizzate per creare emozioni positive e negative, di come gli autori di colonne sonore utilizzino di base queste caratteristiche all’interno dei film a cui lavorano.

E ci portato ad esempio le colonne sonore de “Lo Squalo”, “Stars Wars”, entrando in dettagli per spiegare i diversi momenti del film e “2001 Odissea nello spazio”, anche se qui Kubrick utilizza musica non originale, ma costruita comunque sul concetto di consonanze e dissonanze.

E di Kubrick ci ha svelato diversi aneddoti e del cameo che si è regalato apparendo in una scena di “Eyes wide shut” e quello che ha regalato alla figlia regalandole una partecipazione a “2001 Odissea nello spazio.

Marco Fantuzzi