L’oro del grano

L’oro del grano

sui tuoi capelli ho posto

e sul chiaro tuo viso

il bianco lume della luna.

E dipingo le tue braccia

come rami avvinghianti

a strapparmi il cammino,

così lontano da qui

che a stento

trascende il passo tuo.

Marfan's poetry

Piccola

Tu, piccola mia, quale gioia nei tuoi occhi chiari,

mentre cerchi il sole come un lungo girasole.

Tu, che muovi gli incerti primi passi,

dopo vent’anni il ricordo è ancora lì.

Su è giù lungo il corridoio a testare la vita,

senza consapevolezza alcuna.

Quante sere passate

ballando su vecchie canzoni.

Vent’anni, com’è cambiato il mondo,

adesso un saluto veloce, a volte da lontano.

Ora il tempo scorre veloce, sempre più

e io lo ricordo, davanti al vecchio pc

a cui racconto (e affido) la mia vita.

Marco Fantuzzi

Non c’è memoria

Non c’è memoria di epoche in cui la civiltà umana sia stata esente dalla corruzione, una corruzione presente nelle più alte rappresentazioni di laicità e religione, istituzioni, politica e imprenditorialità.

La criminalità organizzata, non a caso viene così denominata, si è talmente interessata all’apparato sano della società che a volte è perfino difficile riconoscerla e quasi impossibile rimuoverla, legata a doppio filo ritorto con tutte le persone e le attività che le va di coinvolgere.

Sconfiggere lo Stato mafioso è come sconfiggere lo Stato sano, per troppo tempo si è permesso alle varie mafie di intrufolarsi nella vita civile, è come un virus letale che ci condurrà dove vuole lui, serve un vaccino che ancora non esiste.

Chi ancora crede che sia possibile rimuovere un cancro ormai in metastasi non ha evidentemente studiato medicina oppure crede che un Dio ci aiuterà ad uscirne, ma è lo stesso Dio che nel paradiso terrestre cercò di corrompere Adamo, e ci riuscì!

Marco Fantuzzi

C’è un mondo

C’è un mondo là fuori e questo mi spaventa,

mi spaventa la frenesia ormai fuori controllo,

mentre osservo il placido volare di un airone.

Mi spaventa l’ipocrisia e la falsa indignazione

mentre ripenso alla calma naturale di mia nonna,

al mondo scomparso della mia giovinezza.

Ripenso al bambino che ero tra il verde dei prati,

tra l’oro del frumento inframezzato di papaveri,

alle mani violacee dell’autunno colme di uva.

A un mondo sognato che non esiste più.

Marfan's poetry