Non c’è memoria

Non c’è memoria di epoche in cui la civiltà umana sia stata esente dalla corruzione, una corruzione presente nelle più alte rappresentazioni di laicità e religione, istituzioni, politica e imprenditorialità.

La criminalità organizzata, non a caso viene così denominata, si è talmente interessata all’apparato sano della società che a volte è perfino difficile riconoscerla e quasi impossibile rimuoverla, legata a doppio filo ritorto con tutte le persone e le attività che le va di coinvolgere.

Sconfiggere lo Stato mafioso è come sconfiggere lo Stato sano, per troppo tempo si è permesso alle varie mafie di intrufolarsi nella vita civile, è come un virus letale che ci condurrà dove vuole lui, serve un vaccino che ancora non esiste.

Chi ancora crede che sia possibile rimuovere un cancro ormai in metastasi non ha evidentemente studiato medicina oppure crede che un Dio ci aiuterà ad uscirne, ma è lo stesso Dio che nel paradiso terrestre cercò di corrompere Adamo, e ci riuscì!

Marco Fantuzzi

Raccontare la propria terra

Raccontare la propria terra, le aspirazioni e il vissuto della nostra gente è quello che dovrebbe fare ogni scrittore.

Pur nella fantasia che quasi sempre si adotta, versi o prosa dovrebbero testimoniare alle generazioni future cosa siamo stati.

Perché dal passato prende vita il presente.

Marco Fantuzzi

La mia memoria

C’è un posto silenzioso

nella mia memoria

dove il dolore

si è annidato.

Un pozzo

profondo e quieto,

note dolenti

nella mia musica.

Una viola d’amore

suona sul mio dolore,

staccando note

dalle mie corde.

Dove sono i prati

calpestati bambino,

tra il rosso dei papaveri

e il giallo dei denti di leone.

Io crescevo

mangiando ciocabèc

e tu ridevi con me.