Un tralcio penzolante

Un tralcio penzolante mi ricorda la mia vita

(e quella di tutti)

appesa ad un filo lungo e sottile in balia dei venti

(e dei nostri pensieri).

L’amore e la morte ne tengono i capi,

loro decidono i nostri destini.

Il piacere e il dolore

attraversano quel debole spago,

lo fanno vibrare

spezzando l’incantesimo.

Terrore

Ora i paesi “civilizzati” sono sotto scacco al terrorismo (a sentir loro), ma sono sempre loro che lo alimentano con vendite sottobanco di armi e di tutte le diavolerie che occorrono a questi che sono semplici criminali, che sfruttano la religione come paravento, interpretando alla lettera ciò che è scritto nei testi sacri. Forse che anche i mafiosi non vanno a messa la domenica?.

Ma nessuno ricorda, o forse vuole forse dimenticare, quando ancora la parola terrorista non era stata coniata, chi si comportava da “terrorista” nelle colonie che aveva conquistato con la forza senza nessun merito.

Quale altra specie semina il terrore tra i suoi simili, cerca di piegare a sé i ritmi della natura, si sente pervaso da deliri di onnipotenza e distrugge l’habitat in cui vive, chi è il terrorista…

L’uomo da sempre è terrorista, perché da sempre ha seminato il terrore, dalla notte dei tempi e ancora più ha fatto un salto di qualità quando ha capito che dopo aver piegato a sé tante specie animali, di aver vita facile anche con la sua stessa stirpe: se non è un suicidio questo…

Marco Fantuzzi

Perché

Perché uccidiamo i nostri simili,

quale perversa mente, di un demone prigioniera,

ci corrode lo spirito?

Tu, spregevole essere,

con quale arroganza togli la vita altrui?

Quale diritto ti appartiene, la tua vita non vale niente,

nemmeno la tua morte è di valore.

Non sarai ricordato, ma cancellato per sempre,

per te non c’è memoria.

Marfan's poetry

E tu combattente innato

E tu, combattente innato,

sterminatore di genti e popoli, quando mai sei felice?

Tu non sei di questa stirpe, non ci appartieni.

Chi ha instillato in te quell’insana pazzia

in cui deprivi la tua anima del suo stesso spessore?

Non ti spaventano le sciagure,

ma nel buio della notte, quando Morfeo ti coglie

che pensi?

 

Marco Fantuzzi

Si nasce per vivere e morire

Si nasce per vivere e morire,

per camminare a lungo

tra oleandri in fiore

tra rovi e sterpaglie

in cerca dell’amore.

Non sei ancora vivo

e già ti spianano la strada,

su orizzonti lontani

leggi il futuro,

calpesti pietre

attraversi fiumi e foreste,

avrai il cielo come mantello

e il sole ti scalderà,

troverai occhi pietosi

e giorni luminosi

e veli copriranno le notti.

E tutto si sospenderà nell’attesa,

sfinirai le ore e i giorni

contando i passi e cantando le voci.

Sarà l’immensità del tuo sguardo

a garantirti gioie immense

ed eterni dolori, sarai tu

nei folli richiami della vita.

 

Marco Fantuzzi

Io bambino

Parlo, amo, odio

respiro il mio mal di vivere

nell’isolamento.

La forza per continuare

per ritornar bambino

tra le braccia dell’amore.

Cullato in sogni

più grandi del mondo stesso

crescevo grande come una quercia

ma delicato come un profumato

fiore di maggiociondolo.

La vita intorno profumava

di tigli, campanelle e papaveri,

i colori della nostra bandiera.

Quanta sofferenza

nell’infanzia che portò alla giovinezza.

La morte sfiorò la mia giovane madre

la calpestò di segni indelebili

e uccise lentamente la speranza.

Io ho ricordo di questa indicibile sofferenza

che pervase per sempre la vita mia.

Iniziò lì il mio mal di vivere

e avevo solo sei anni!

 

Marco Fantuzzi

La storia non insegna nulla

La storia non insegna nulla,

perché nulla c’è da insegnare,

non un’etica di comportamento,

che seppelliamo volentieri

nelle buche più profonde del nostro cuore.

Non c’è nessuna speranza in questo mondo alieno,

perché sempre più ci distacchiamo da esso

non capendo che è l’unico dei mondi possibili cui agogniamo.

La vita non ha più nessun valore,

perché la morte non ha più nessun valore,

il sangue dei vinti serve solo a riempire il calamaio

in cui la penna dei vincitori si intingerà

per scrivere la propria storia.

 

Marco Fantuzzi

Ivo Andrić – Il ponte sulla Drina

… la famelica bestia che vive nell’uomo, e che non può manifestarsi finché non vengono rimossi gli ostacoli dei buoni costumi e delle leggi, ormai è scatenata. Il segnale è stato dato, gli ostacoli sono rimossi. Come spesso accade nella storia umana, vengono tacitamente ammesse violenze e ruberie, poi anche uccisioni, con la scusa che tutto si compie in nome dei supremi interessi, sotto parole d’ordine sperimentate, contro un numero limitato di persone, di cui si conoscono bene i nomi e le opinioni. Se in quel tempo vivevano uomini dall’animo puro e dagli occhi aperti, essi poterono assistere a un portento, e vedere come tutta una società si trasformasse nel giro di un solo giorno …

(traduzione di Bruno Meriggi)