Franca Righi – Destinazione poesia

Ieri sera ho partecipato ad un incontro di poesia con la poetessa Franca Righi, presso la Biblioteca Raffaele Crovi di Castelnovo ne’ Monti. Ho avuto il piacere di ascoltare la lettura delle sue poesie e delle sue opinioni sulla poesia, sui suoni e significati delle parole.

Di come si scrive per lenire il proprio dolore, e i dolori presenti e passati vengono rivisti nella scrittura, nelle stagioni della propria vita.

Di come l’occhio del poeta, e dell’artista in generale, guardi ogni cosa come se fosse la prima volta, grazie ad una sensibilità assente nella maggior parte delle persone, così abituate soltanto a vedere senza nessun approfondimento.

Alla fine ho portato a casa un suo libro “Destinazione poesia”, con tanto di firma dell’autrice e ho cominciato a leggerlo la sera stessa

Peccato per la bassa affluenza, le sue parole avrebbe meritato un pubblico maggiore.

Marco Fantuzzi

Genio e follia

Perché si suicida il poeta

quale stato di follia ha raggiunto

il suo sentire?

La sua vita è delirante

lo sforzo creativo

è immenso.

Creare una montagna dal nulla

che emerge da un mare di tranquillità

(o da un fiume in piena

o da un oceano in tempesta)

scintillanti vette che brillano al sole

oscure valli illuminate solo dalla luna.

Costruire versi

è come costruire ponti,

servono pochi elementi

ma con pazienza unisci

persone lontanissime.

Serve solo un po’ di cuore

per incollare i pezzi.

Marco Fantuzzi

Mi sommerge un oceano di silenzio

Mi sommerge un oceano di silenzio,

quel mare che non so navigare,

un faro distante mi acceca,

devo alzare le vele e seguire la rotta?

Amico mio non voglio false speranze da seguire,

mandami stelle luminose a incorniciarmi il cammino,

il mio cuore è forte e profondo,

saprò scorgere la luce dei tuoi occhi.

Marfan's poetry

È lontano il tuo ricordo

È lontano il tuo ricordo,

un dolce autunno mai più rivisto,

avevi portato con te la primavera,

con le tue gonne multicolori

che si gonfiavano ai primi refoli di vento.

Odo ancora il tuo passo breve sul selciato,

la leggerezza dei tuoi passi a sfiorare la terra,

il mio cuore impazziva al solo vederti,

e quando mi perdevo nel fondo dei tuoi occhi

il mondo spariva con le sue fervide sensazioni.

Rimaneva la liquidità dei nostri occhi,

fiocchi di neve al sole dell’estate,

il mio corpo era tutto un fremito

all’unisono col tuo,

due diapason in perfetta sintonia.

Marfan's poetry