Quale profondità di pensiero

Quale profondità di pensiero può spingere un poeta alla follia, quali abissi raggiungere dove la profondità può togliere il fiato tanto da soffocarti per sempre. Ma a volte l’amore fa il miracolo, ti prende per mano e ti salva un’altra volta.

Credo che il suicidio, per un artista, sia una scelta di vita, una vita in cui l’arte ha terminato il suo percorso: un artista senza arte è come una stella cometa senza la sua coda. Come specchiare la propria vita nella quotidianità di una vita banale, per un artista penso sia molto difficile.

Marco Fantuzzi

Marinaio

Quale nave nera solca i mari

scintillanti di onde e schiuma,

quali vele ondeggiano

sospingendo i marinai

tra perigli immaginabili.

Cosa li attende

al di là dell’orizzonte

su strette scie d’acqua.

Menti sconvolte

da uragani di pensiero

(di cui si è persa la nitidezza)

visi induriti

dal vento e dal sale,

cotti dal sole.

Il tuo sguardo lontano

scruta l’immensità delle acque

alla ricerca di un lembo terreno

dove posare le proprie membra.

Combatti tutta la vita

contro venti terribili,

onde di dieci metri,

freddo,

ma poi arrivi sull’isola misteriosa

in cui trovi la pace.

Il tuo cuore

Il tuo cuore

è una stanza gelata,

lacrime asciutte

il sole non scioglie.

Il tuo viso di cera

triste e muto

come un mimo,

non traspare emozione.

Dov’è il sorriso

che allietava

il nostro malumore,

dove il tuo respiro?

Le stelle

piangono lacrime

sul nostro

muto amore.

Più non rivedrò

i tuoi occhi

che bucavan

le montagne.

Più non rivedrò.

La mia anima

Cerca la mia anima

nelle persone che ho amato,

riflessi sfumati

dai colori altrui.

I miei sorrisi,

le mie tristezze,

il mio coraggio,

le mie paure.

Luce grigiorosea

della sera,

luce di candela,

cercala.

Senza incertezze

ne coglierai la presenza,

ciò che è vissuto in me

sarà marcato a fuoco nel tuo spirito.

Potrai seppellirlo

nelle tue profondità,

ma si mescolerà al tuo sangue,

non si dissolverà.

Sarà lì ad aspettarti.

Sospiro

Oh, donna infinita,

la vita è una trappola

senza di te,

le giornate interminabili

senza la tua voce

che riscalda il mio gelo.

Le notti cerco il tuo respiro,

sono un cielo senza stelle,

nemmeno la luna sorride.

Desiderarti e non averti

è insopportabile

(ti odierò se non sarai la mia compagna).

Musa

Dov’è la Musa

che tanto mi ispirò,

della mia vita delusa

Ovidio, che mai farò?

Cosa canti poeta?

I tuoi languidi versi

di una vita desueta

da un freddo vento son dispersi.

Cento, mille anni

di mondo attraversato,

ma pieno d’affanni

niente è mutato.

Dubbi e certezze

le stesse di allora,

misere dolcezze

la vita ci accalora.

Ragione e religione

si combattono ancora,

siamo in piena afflizione

mentre la vita svapora.

Marco Fantuzzi