Simone de Beauvoir – Quando tutte le donne del mondo …

In questo libro scritto quarant’anni fa, la scrittrice e saggista francese, descrive le problematiche dell’universo femminile dell’epoca, ancora quanto mai attuali.

Si tratta di articoli, interviste, conferenze in cui parla del movimento femminista, delle disuguaglianze che ancora colpiscono le donne, della violenza a cui sono soggette nella società civile ma anche all’interno della famiglia.

Racconta in prima persona della sua esperienza, più fortunata di altre, e delle lotte con cui ha accompagnato le esperienze di chi invece ha patito sottomissioni di ogni tipo, della schiavitù a cui è sottomessa la donna, della sua necessaria indipendenza economica senza la quale non ci sarà mai pari dignità con l’altrui sesso.

Senza una vera uguaglianza fra i due sessi, che è ancora molto lontana da conquistare, non ci sarà quel progresso nella società necessario e auspicabile.

Io da parte mia ho insegnato a mia figlia quei valori necessari per raggiungere nel tempo, questo risultato, gli ho insegnato ad affrancarsi dalla dipendenza maschile, perché la donna non nasce solo per fare la madre e la moglie, l’amica e l’amante, c’è molto di più, e solo con una indipendenza economica c’è la speranza di realizzarsi pienamente.

Ancor di più al giorno d’oggi in cui sembra esserci una recrudescenza della violenza maschile, purtroppo l’emancipazione, mai completata ha portato anche a questo, a rendere gli uomini molto più aggressivi e arroganti, e la politica, che dovrebbe saper gestire i fenomeni sociali, è stata davvero latitante.

Marco Fantuzzi

Libertà e lavoro

Libertà, parola troppo spesso evocata come sinonimo di indipendenza, se aneliamo libertà significa che siamo schiavi e magari non ne siamo neppure consci.

Libertà di parola, di pensiero, di lavoro, tutte cose che ci sono precluse, anche i giornalisti che si credono “creatori indipendenti di parole” hanno un editore a cui ubbidire.

Siamo tutti schiavi, di qualcosa e di qualcuno, del sistema magari, è così di moda dirlo, ma il sistema siamo noi, possiamo modificarlo, se abbiamo voglia di viverlo attivamente.

E invece solo la punta dell’iceberg emerge, mentre la maggior parte è sotto il pelo dell’acqua, sottomessa a vivere la propria passività.

Pochi pensieri, pochi problemi, ma poi si arrabbia se nessuna pensa a loro, sotto il pelo dell’acqua sei invisibile, quindi non esisti.

Se non esisti io sistema non ha nemmeno la necessità di tutelare il lavoro, uno dei capisaldi della nostra costituzione, peraltro in via di stravolgimento (ma questa è un’altra storia).

Oggi, come in passato, non c’è lavoro per tutti, non conviene a chi ci governa, meglio lo scontro, meglio l’ignoranza, troppa gente istruita è pericolosa (oggi come in passato), le persone prendono coscienza dei loro diritti, non solo dei doveri, chiedono, vogliono risposte, è imbarazzante!
Marco Fantuzzi