Il passo lento

Il passo lento di un vecchio caffettano

Attraversa il parco nell’ombra della sera.

Tortore e merli si contendono l’ultimo pasto

Le cicale sono andate, hanno spento

Il loro incessante frinire.

E nel cielo un falchetto attende la sua preda

Spiumerà una giovane vita

Nell’atto di spiccare il volo.

I platani guardano silenziosi

Anch’io ho perso i suoni di una vita che si spegne.

Torpida, l’aria attende il sommesso andirivieni

In locande e trattorie, negli ultimi calori estivi.

Ma ora par che dorma, sonnolenta

Solo folate a scuotere le foglie già secche, bruciate dal sole.

Tra un po’ il sole quieto dormirà

E la luna accenderà i suoi lampioni.

Marco Fantuzzi

È tarda sera

È tarda sera, volano alti gli aironi

E il cielo par che pianga grossi fiocchi

Che accendono i primi bagliori.

Ascolto il cuore,

Nelle risa e nelle urla di scapigliati infanti,

E sui rami si scaldano le piume

Per questa notte primaverile.

Zeus di lassù se la ride di questa pace agreste,

le fiamme nelle mani, pronte allo scaglio

e par che dica: bruciata gioventù.

E i giovani merli, nel loro fuligginoso andare,

Saltellano ai miei piedi,

e brilla l’arancio che muove la terra

in cerca di una vita che li sostenga.

Passeggiano nonni e mamme

A vegliar giovani virgulti

A rimembrare i loro giochi,

di un’infanzia mai sopita

di affanni incerti diluita.

Tra legni colorati dipinti scivoli su cui gettare la vita,

lontano i prati sono macchie colorate,

nella corsa estrema son magliette sudate.

 

Marco Fantuzzi

09-05-2016

Frammento serale

e mentre io leggo Virginia Woolf, in quel che rimane del giorno, le ghiandaie gracchiano sulle cime degli alberi, mentre la signora dei gatti chiama a gran voce i suoi piccoli amici e lontano la città va spegnendo i rumori nella quiete di un sonnolento aprile.

Anche le cornacchie salutano gli ultimi polverosi raggi di sole e accompagnano il passeggio degli ultimi cani al guinzaglio, prima del pasto serale, e le voci si affievoliscono, e così pure gli uccelli canterini.

Dal fiume sale la frescura della sera, tra gli arbusti in fiore e gli alberi, trasparenti di foglie, e il vento accarezza i rami e i teneri germogli e guarda e stria le nuvole in lunghi filamenti, nell’opaco azzurro del cielo.

E lontano neri storni ad incasellarsi su placidi fili di seta.

Marco Fantuzzi