C’è un mondo

C’è un mondo là fuori e questo mi spaventa,

mi spaventa la frenesia ormai fuori controllo,

mentre osservo il placido volare di un airone.

Mi spaventa l’ipocrisia e la falsa indignazione

mentre ripenso alla calma naturale di mia nonna,

al mondo scomparso della mia giovinezza.

Ripenso al bambino che ero tra il verde dei prati,

tra l’oro del frumento inframezzato di papaveri,

alle mani violacee dell’autunno colme di uva.

A un mondo sognato che non esiste più.

Marfan's poetry

Sogno

Sognare ad occhi aperti

bruciando i tuoi sconcerti,

io sono qui a sperare

tra le tue braccia amare.

Perché non entri nei miei pensieri

tra le mie braccia oggi più di ieri,

profondo è il mio dolor senza compagnia

parla con me, donati, anima mia.

Riempi le mie giornate, di sole prive

le mie speranze non sono primitive,

il mio telefono non suona mai, è atroce

chiamami, inonda l’aere con la tua voce.

Su oceani di fuoco brucia il mio amore

se non mi ami, impazzirò di dolore,

le tue mani, lunghe e inquiete

allunga su di me nelle ore liete.

La tua rossa bocca, incandescente

per i baci che vi depositai

sola e raminga è diventata evanescente

nel non stringer le tue labbra giammai.

La lingua si attorciglia

su delicate membra

pallide ombre di meraviglia

nella tua vita rimembra.

Marco Fantuzzi