Infelicità

Resa e rassegnazione di fronte all’infelicità (la felicità non mi è stata insegnata e io non so come inseguirla).

Un forte senso di esclusione da questa società che ti emargina se non sai adeguarti, il timore di non farcela a galleggiare come gli altri, di non riuscire a raggiungere i tuoi sogni, i tuoi obiettivi.

Non sento più la mia vita permeata dall’amore, cerco incontri improbabili, per non restare solo con i miei pensieri e le mie pene.

Non mi vedo, e forse non l’ho mai fatto, di passeggiare abbracciato all’amore, che è l’unica cosa di cui non si può fare a meno.

Solitudine e incomunicabilità, per questo scrivo poesie, poesie tristi in cui la speranza emerge raramente.

Solo, alla fioca luce di una lampada, do aria ai miei pensieri, tristi, maledetti pensieri.

Scrissi queste parole circa sei anni fa, il mio migliore amico era morto da poco, e da lì trovai la forza per scrivere e pubblicare due libri di poesie (il secondo era davvero riuscito bene). Non ebbi successo, non seppi farmi conoscere, ma questo non mi fermò, e ora è tempo di preparare un altro libro. Me ne sono andato di casa, ho abbandonato la mia famiglia e sono andato a vivere in montagna, quella della mia infanzia e della mia adolescenza.

Marco Fantuzzi

Anche su una panchina

Anche su una panchina isolata

non c’è la tranquillità che vorresti,

la solitudine che cerchi invano.

Sei troppo intelligente per isolarti dal mondo,

ma sei troppo stupido per capirlo,

sei stupito di quanta ignoranza

coltiviamo ogni giorno,

dimentichi della bellezza

che il nostro spirito può esprimere

quando smettiamo di giudicare noi stessi e gli altri.

Lasciamo al (nostro) Dio questo ingrato compito.

Marfan's poetry

Solitudine

Solitudine, così piena di vita,

primitiva saggezza nelle mani,

di uomini guasti non hai bisogno.

Come un ebreo errante

scavalco questi duri sassi

che ostacolano il mio lento cammino.

C’è fumo all’orizzonte,

città bruciano nell’indifferenza

di chi solo non sa stare.

Fu così che svanì la mia presenza

persi tra boschi, secchi di corallo

dentro laghi alpestri di brina,

lucidi, come uno specchio di cristallo.

 

Andare per mare

Andare per mare è andare incontro alla solitudine più estrema.

Quando mi sento solo, molto solo, e capita spesso, mi imbarco con i miei sogni e solco il mare, sperando di tornare più forte di prima.

Ci sono io e l’immensa solitudine del mare, pronto a combattere contro le sue onde, altre volte a lasciarsi cullare.

A volte capita di ritornare, ma solo col desiderio di ripartire.

 

Marco Fantuzzi

C’è un’isola deserta nel tuo cuore

C’è un’isola deserta nel tuo cuore

dove disperdi il sorriso tra le onde,

c’è sabbia fine come il tuo candore

che riversa pensieri sulle sponde.

C’è questo mare blu cobalto

che rinfresca la tua chiara pelle,

c’è l’orizzonte, quel gran salto

oltre l’infinito, tra le stelle.

C’è l’universo scolorito dei tuoi sogni

che bambina leggevi nelle favole,

c’è soltanto l’amore dei bisogni

che disperdi nel cielo tra le nuvole.

C’è la tua vita, solamente quella

che vuoi vivere come più ti aggrada,

c’è il dolce brillare di una stella

e il colore iridescente della giada.

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È tramontata l’ultima stella

È tramontata l’ultima stella

la più grande, sempre quella.

Ha spento il giorno

sul nostro inquieto vivere,

sui silenzi inseguiti,

sulle urla soffocate,

sui pianti lacrimosi,

sulle malinconiche solitudini

e i canti alla luna ci sommergeranno.

 

Marco Fantuzzi

La mia panchina

Sono qui,

solo con la mia panchina,

a respirare il verde degli aceri.

E intorno è vita, giovani anime

nell’incessante corsa del destino,

giovani donne accarezzano

questi steli e ne colgono il respiro.

E più in là, lontano, in disparte, vecchi corpi

sul limitare degli anni, discorrono

parole sul tempo che fu.

Tra luci e ombre incombenti

si spegne il giorno, di necessità privo.

Marco Fantuzzi

Odorano i boschi

Odorano i boschi di immota solitudine,

il silenzioso stormire delle foglie, lucide di rugiada,

ammaliate dal sole che sfiora le alte cime.

 

Tra i bassi arbusti è un correre di vita,

dietro i nostri passi stagioni d’amore

di limpido chiarore, e son fuggevoli ore…

 

Marco Fantuzzi

 

Una stazione buia

Una stazione buia,

una notte senza stelle,

un vento gelido

raffredda il mio cuore.

Guardo i binari,

lì, veloce sei fuggita,

il freddo acciaio

ci ha diviso per sempre.

E ora chi scalderà il mio cuore?

 

Marco Fantuzzi