Il prato

In un caldo tramonto che sa di afa stagnante,

tra l’erba tagliata, rimescolata di vita,

piccole lumache, in questo tempo che corre.

Strisciano lente la loro bava,

sulle spalle trascinano il loro mondo,

quell’esile guscio è tutto ciò che hanno.

Le guardo, le raccolgo, di nuovo a terra

a strisciare un albero, a lisciare un muretto

correndo via lontano in un tempo infinito.

Marfan's poetry

Il destino

Creatori di destino ci crediamo,

ma il cammino del sole non è per noi,

dove stiamo andando lo sa soltanto Lui.

Beffardo ci attende ad ogni angolo di strada

in ogni piazza, lungo polverose strade,

come falce che scuote l’erba alle radici.

A decidere è la casualità di un incontro,

mentre siamo di corsa, lanciati contro il tempo

o mentre attendiamo impazienti l’amore.

Questa non è la nostra vita, è quella degli altri,

non è la nostra felicità, è la felicità di qualcun altro,

questo siamo: persone al servizio di qualcuno.

Noi crediamo di decidere, ma non decidiamo,

né quando nascere, né quando morire,

come fiori che si aprono al mattino al cielo.

Cerchiamo di accontentare i nostri amori,

siano essi un genitore, un figlio, un amico

o il nostro compagno di sventura.

Marfan's poetry

Dopo anni di scrittura

Dopo anni di scrittura, ancora mi domando da che profondità dello spirito mi arrivi l’ispirazione. Io, che credente non sono, dove attingo se mi manca la fede anche in me stesso. Eppure inizio una “poesia” perché una parola mi ha stuzzicato e poi srotolano altre parole, immagini, versi, rime, che compongono qualcosa di compiuto di cui non avevo coscienza inizialmente. E tutto ciò è un bel mistero, scrivere qualcosa, a volte di bello, che la mia mente partorisce al momento. È questo il talento dell’artista?

Scrivo tanto, e pubblico una minima parte, per vincere la mia angoscia quotidiana, la mia depressione, che ogni tanto rialza la testa, la rabbia per gli errori del passato. Non sempre riesco ad accettarmi per quello che sono, dovrei accettare che non mi accetto: sono diventato così. Serve combattere? Non credo! Magari servirebbe a darmi stabilità, ma se cessasse la mia inquietudine riuscirei ancora a scrivere? Atroce dilemma!

Potrei mai scambiare l’amore di una donna con l’inquietudine che governa le mie poesie?

Penso di no, ho bisogno di questa instabilità, di un distacco, a volte profondo, dalla realtà, per generare parole. E lo faccio in momenti di estrema solitudine, quando la lettura dei classici, la profondità del loro pensiero, fanno sanguinare a fiotti il mio cuore.

Marco Fantuzzi

Cambiamento

Sorrido quando leggo i messaggi, riportati in libri e saggi, che parlano di miglioramento personale, sui caratteri motivazionali che spingono le persone a cambiare, anzi a sovvertire le abitudini della propria vita.

Forse dovrei anch’io scrivere un libro che parli di come il cambiamento non cambi nulla nella propria vita se è improvviso come l’accendersi di un fiammifero.

Le persone credono di avere avuto un aiuto in una frase, in una parola, in un capitolo o in un libro intero, semplicemente quel cambiamento era maturato lentamente dentro di loro, covava come una brace coperta dalla cenere di mille pensieri.

Sarebbe potuto esplodere come un vulcano in un momento qualsiasi, mentre parlavi con qualcuno, faccia a faccia guardando negli occhi il tuo interlocutore, mentre guardavi un film o sfogliavi una rivista o dipingevi i tuoi ricordi su una vecchia foto.

I cambiamenti, anche quelli definiti epocali, hanno una lenta maturazione, nulla avviene per caso, c’è sempre una consequenzialità di eventi, un lungo lavoro di studio e di scavo interiore.

Niente nasce per caso, nemmeno un fiore in un deserto, c’è sempre l’incontro tra un seme e una goccia d’acqua, c’è sempre l’incontro di due pensieri diversi che divisi non avrebbero mai generato nulla.

Perché come disse qualcuno tempo fa nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: se hai ottenuto un risultato è solo perché, cosciente o no che fosse, hai trasformato qualcosa di inutile in qualcosa di utile.

Inutile crogiolarsi al sole se non ti vuoi abbronzare, utile è oziare se prima hai lavorato duramente.

Marco Fantuzzi

Provvisorio

Provvisorio, precario

è questo mio tempo

che scivola sugli anni.

Il lampo, il suono

accarezzano lo scarno viso

e gli occhi bruciati dal sorriso.

Rugosi scavi tra monti e valli

scarnificano queste verdi terre dense

di abeti immensi che grondano pioggia.

Qui il tempo non si ferma mai

le nuvole corrono incessantemente

per te, finché i tuoi occhi avranno luce.

Marfan's poetry

Atlantide

Atlantide, la città perfetta, la società perfetta.

Ancora la cerchiamo, ancora speriamo, anziché demolirne il mito e costruire noi la nostra Atlantide.

Ma la nostra vita è solo una lunga odissea, che però non ci porterà da nessuna parte, perché una meta non ce l’abbiamo.

Consumiamo il tempo correndo, nella speranza che questo ci farà dimenticare il traguardo finale.

 

Marco Fantuzzi

Siamo stati figli

Siamo stati figli

siamo padri (o madri)

saremo forse nonni

saremo nulla.

Quattro momenti della nostra vita

come quattro stagioni,

ognuna col loro compito,

con la loro speranza.

Sbocciamo nella consapevolezza

di costruirci una lunga vita,

ci perdiamo, ci ritroviamo,

abbracciamo noi e la nostra vita,

ne curiamo i germogli,

sì che da giovani piantine diventino solide querce,

ne cogliamo i frutti in una vita erosa dal tempo.

Siamo lì che ancora godiamo di una felicità raggiunta,

ma un temporale inatteso ci schianta,

Zeus ci ha fulminato sulla Via!

MarFan

Esilio ed estraniazione

Esilio ed estraniazione, come si fa a parlarne se, pur non essendoti mai allontanato dalla tua città natale, ti senti all’improvviso fuori tempo e fuori luogo, immerso nella solitudine dei luoghi che hai tanto amato e che ancora ami.

 

Marco

C’è un tempo perduto

C’è un tempo perduto

E un tempo ritrovato,

Ci sono le tue carezze

E ci sono le tue certezze,

I nostri incontri di ieri

E dell’oggi dolci pensieri,

C’è la luce sui nostri visi

E nel tramonto i sorrisi.

C’è il battito del cuore

Che spinge sul tuo seno,

C’è l’inconfondibile amore

Che arriva in un baleno,

C’è l’oggi e c’è il domani

E ci sei tu nelle mie mani,

C’è un bacio che mi preme

E c’è l’incanto del mio seme.

C’è tutto e non c’è niente

C’è solo passione ardente.

 

MarFan