Dov’è il tuo amore?

Dov’è il tuo amore?

Passa il tempo

e ti conduce paziente

in cima ai tuoi giorni.

Vedi il bianco Ippogrifo

planare ad ali distese

su una lattiginosa luna

in cerca di virtù perdute.

Ascolti il fischio del vento

che ti porta le sue parole,

ma senti lacrimare

il cielo insieme a te.

Ti riga il volto

questa tristezza infinita,

lucida un viso

cui gli anni son sfuggiti.

In faccia hai il colore della terra

le lacrime il sapore del tuo mare

gli occhi il brillare del tuo cielo

e nell’aria desiderio d’amore.

Forte e fragile

come un amore calpestato,

dona e ricambia

il tuo rinnovato vigore.

Riempi i vuoti dell’anima

con il tuo spirito migliore,

non lasciare solo chi ti ama

non lo abbandonare.

Riempi d’amore il tuo domani!

 

Marco Fantuzzi

Sola

Tu cammini proterva,

solo il tuo sguardo

ancora mi osserva,

pur senza riguardo.

Io ignoro il tuo bel viso

così pieno di inganno,

se ti rivolgo un sorriso

tu mi rispondi: è un danno.

Che io sia dannato

se capisco il tuo cuore

sotto quel seno affogato

provi solo dolore?

Marco Fantuzzi

Oh Beatrice!

Non regalerò un sorriso

al tuo sguardo altero,

l’ovale del tuo viso

rimarrà a lungo severo.

Lisci e neri erano i tuoi capelli

non ora macchiati dal colore,

solo luce di fulgidi gioielli

ma il viso ha perso il suo vigore.

Lenti scure ad annebbiare il volto

più non distinguo l’ombra del tuo viso

ma le tue splendide forme ho colto

l’incedere elegante ed indeciso.

Tra mille donne odoro il tuo profumo

soltanto tu ne sei portatrice

e aspirando l’aria mi consumo

nei giorni a venire, oh Beatrice!

Marco Fantuzzi

Amo

Amo la vita quando mi conviene

ma ripartir sempre mi sovviene,

l’amor mi coglie in ogni sguardo

amar le femmine senza riguardo.

Adorata donna inchinati a me

umile amore regalerò io a te,

spoglierò i tuoi veli senza pudore

e nell’anima tua conterò le ore.

O mia regina, con consumato ardore

disperderò nel tempo tutte le mie ore,

accarezzando l’ovale del tuo viso

ammaliato ormai dal tuo splendido sorriso.

Sei serena e te ne porti vanto

quando sciogli la voce tua in un canto,

io sperduto Ulisse in questo mare

bramo l’anima tua nel ritornare.

Una vecchia panchina

Una vecchia panchina

nel tuo volto di bambina,

il sole che scalda il tuo viso

e negli occhi riluce un sorriso.

Nell’aria profumo di fiori

e nei capelli il colore degli ori,

di giallo brillante vestita

e addosso una felicità cucita.

Per le strade profumo di pane

nelle osterie la vita che rimane,

visi allegri di gioventù

urla e grida si perdono lassù.

Rintocchi di campane a festa

è la Pasqua nella mia testa,

il tuo profumo soave mi ridesta

e dentro me scoppia la tempesta.

Marco Fantuzzi

La gioia di vivere

La gioia di vivere

che ti apparteneva,

il tuo viso solare

il tuo buonumore.

Tutto è ben vivo in me

forte il ricordo

del nostro ultimo viaggio.

La primavera in fiore

schiacciata dalle pale

che mulinano vento.

Il mare si prepara

ad una rigogliosa estate.

I trabucchi raccolgono pesce,

io raccolgo l’amore che mi hai donato

e lo serberò per il prossimo incontro.

Folle

Uomo,

non hai colpe

del tuo stato

di folle lucidità.

Nell’utero sguazzavi felice,

tagliato il cordone

hai pensato di farcela da solo,

povero illuso!

Tutto devi ad una donna

e di tutto hai bisogno,

la sua presenza

ti è indispensabile.

Senza ti dibatterai

in un mare periglioso,

in breve tempo affogherai.

Cerca il suo viso,

brama i suoi occhi,

valgono più

di mille pensieri.

Maria

Maria,

non piangere

lacrime amare,

non sciolgono il mio viso.

In quest’attimo,

lasciami volare

lontano da qui,

verso l’eternità.

Io sarò sempre con te,

palpiterò con te,

piangerò con te,

gioiremo insieme.

Io veglierò sul tuo sonno

scandirò le tue giornate

scalderò le tue notti.

Ma ora devo andare,

non aspettarmi,

il tuo tempo è qui, adesso.