Uomini contro se stessi

Uomini contro se stessi

religioni che si combattono

popoli interi che si odiano.

L’odio, più dell’amore

fa proseliti,

perché chi odia lo fa spesso in comunità intere

(gruppi, associazioni, anche nascoste).

Ma chi ama lo fa da solo,

combatte da solo

e da solo perderà.

Perché nella vita ci sono solo sconfitti

chi vince è solo la vita,

che perde una sola volta,

mentre noi perdiamo tutti i giorni

(amici, amanti, gioie).

Marco Fantuzzi

Bramosia di sterminio

Bramosia di sterminio

l’uomo è un pazzo

solo un animale irrisolto.

Può togliere la vita

ad un innocente,

ma si sa l’uomo

è un animale giovane.

Il suo cervello

non ha equilibrio

dopo milioni di anni

è ancora in via di formazione.

I neuroni sono fragili

le sinapsi incerte

ogni giorno bruciano contatti

(quelli veri non quelli virtuali).

L’uomo ama l’odore del sangue

su questo nessun dubbio,

sangue bruciato,

putrefatto,

disgregato,

si sente ancor più vivo

se può ammazzare liberamente.

Marco Fantuzzi

Scorre

Scorre placida e quieta la nostra vita

a lisciar sassi in un fiume,

il temporale arriva all’improvviso

e li frantuma e spazza sabbia fina.

La quiete ci riporta un’altra strada

il fiume ha deviato e più non tornerà.

Quiete e tempesta sempre

accompagnano i nostri cuori,

dobbiamo entrambi assecondarli

resistere non serve.

La vita ci spazzerà comunque via.

Marfan's poetry

Minimi dettagli

Minimi dettagli ci cambiano la vita.

Sfumature di colore appena accennato che emergono da una fumosa nebbia.

L’incomparabile minuziosità con cui affronti ogni cosa denota in te l’amore per la vita.

Se sai cogliere tra strati di polvere la poesia della vita significa solo che hai la sensibilità per farlo.

Ma quanto sei bella vita anche quanto ti odio, quando vorrei che il demone che è in me se ne andasse, perché ho paura che prenda il sopravvento.

Il demone è in ognuno di noi, solo che non lo sappiamo.

Nei momenti di felicità cova sotto la cenere, guai a muovere le braci e rimetterlo in circolazione.

Lascialo nelle tenebre a macerarsi, a illividirsi, tieni la fronte alta e non lo vedrai mentre striscia ai tuoi piedi.

Marco Fantuzzi

Diceva Oscar Wilde

Diceva Oscar Wilde: “La vita è una cosa terribile”.

Perché un letterato di successo come lui, che aveva avuto una famiglia felice, allietata dalla nascita di due figli di cui era padre orgoglioso, poteva fare un’affermazione del genere?

Poteva dipendere dalle sue scelte omosessuali, per cui pagò duramente, e dalle conseguenze che subì la propria famiglia a causa di questo?

È giusto domandarsi perché la vita è una cosa terribile, è giusto porsi sempre domande quando è così difficile ottenere delle risposte adeguate.

L’uomo dovrebbe cercare sempre di essere felice, di riempire di felicità se stesso e le persone che lo circondano, perché non ci riesce? Perché non vuole farlo.

Non è una priorità dell’uomo rendere felici gli altri, visto che spesso non sa nemmeno come rendere felice se stesso.

Le persone di successo credono di saperlo e tu quando vedi una persona sorridere, di un sorriso “che inonda” dici: “quella sì che è una persona felice”.

Poi le parli o la senti parlare e ti cadono le braccia, e allora pensi: “felicità e successo non vanno a braccetto”.

Forse per essere felici bisognerebbe non incontrare persone stupide, di cui purtroppo è pieno il mondo.

Magari faccio parte anch’io di questa cerchia di persone che tanto ristretta non dev’essere.

Sarebbe bello poter definire dei parametri oggettivi che identifichino in modo certo il concetto di felicità.

In questo modo sarebbe facile essere felici, ma questo obiettivo si scontra con la soggettività personale.

Ognuno di noi è un essere unico, viene da esperienze diverse, vive esperienze diverse, ha emozioni diverse.

Detti così sembrano concetti molto minimalisti ma è la mia esperienza non quella di tutti.

Marco Fantuzzi